“Da quando sei partito c’è una grossa novità: l’anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va”

C’era una volta la BBC, c’era una volta una gang di tre ragazzotti che man mano, a suon di scudetti e sogni proibiti sfiorati, diventavano sempre più forti. C’erano una volta BarzagliBonucciChiellini, quasi una cosa sola, tenuti insieme da un legame forte, inscindibile. Mai forse avremmo immaginato che proprio colui che venne definito lo “juventino per eccellenza” andasse dai rivali storici sbattendo la porta in faccia. Come sempre, i divorzi sono dolorosi da affrontare, bisogna però proiettarsi in ciò che è e che sarà piuttosto che piangersi addosso su ciò che è stato. Lo dice lo sport, lo dice il calcio, che ti insegue costantemente e non ti lascia il tempo di rifiatare.

E DIVORZIO FU

“Caro Leo ti scrivo, così mi distraggo un po’. E siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. Da quando sei partito c’è una grossa novità: l’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va”. Ma esattamente cosa non va? Più di tutto a risentirne è la solidità difensiva, e a testimoniarlo ci sono i numeri.

Con 13 gol subiti in 11 partite in questo inizio di stagione (7 in campionato, 3 in Champions, 3 in Supercoppa) la Juventus dimostra di essere traballante lì dietro senza il 19. Negli anni di era “bonucciana”, i dati mostrano come le reti subite furono in media 5. Addirittura quasi tre volte meno. Come dice Allegri: “Quasi sempre vince la miglior difesa”: i bianconeri potrebbero essere quest’anno l’eccezione alla regola, ma per adesso la classifica dà ragione ad Inter e Napoli (5 gol subiti). In crescita invece il reparto offensivo: con i nuovi innesti la Juventus ha segnato tre gol in più rispetto alle precedenti annate. In toto, però, la media punti ne risente: da 2,5 si scende ad un rotondo 2 in questa nuova stagione orfana di Bonucci.

Altro problema riguarda la fase di possesso, sicuramente meno fluida delle passate annate. Facile, per Buffon, affidare a Bonucci il compito del lancio lungo a cercare la testa di Mandzukic o l’inserimento di Dybala tra le linee. Senza lui è quasi sempre il capitano bianconero a prendersi la briga del rilancio con risultati – ovviamente – inferiori, considerando che Chiellini, per usare un eufemismo, non ha certamente il piede di Pirlo.

UN INIZIO DA DIMENTICARE

Anche per il neo capitano rossonero l’inizio non è stato certamente tra i migliori auspicati. Il suo Milan in campionato ha subito quasi il doppio dei gol presi dalla Juventus (13) e la colpa di ciò viene assegnata in buona parte proprio a Bonucci. Complice forse un bagaglio pieno di aspettative nei riguardi dell’ex Juve, alimentato poi dai 40 milioni spesi dal Milan per portarlo nella sponda rossonera della città meneghina. A mancare è anche, e soprattutto, il suo apporto in fase d’impostazione. Perché se Bonucci di certo non è nuovo a sbavature difensive, non possiamo dire lo stesso quando il viterbese ha il pallone tra i piedi. Le statistiche evidenziano come il difensore sia fuori dalla top 4 dei rossoneri con maggior percentuale di passaggi riusciti (Giacomo Bonaventura 91.5%, Lucas Biglia 91.2%, Manuel Locatelli 90.2%, Mateo Musacchio 89.9%).

Servirà ovviamente sia alla Juve che a Bonucci del tempo per riadattarsi dopo aver abbandonato un sistema di gioco già ampiamente collaudato. L’importante è che questi equilibri, nel caso della Juve, vengano trovati alla svelta: il Napoli scappa in classifica e l’Inter sogna di essere il terzo incomodo. Per Bonucci, invece, c’è tempo fino a giugno 2018: in Russia avremo bisogno anche di lui!