Höwedes è l'uomo giusto per la Juve: cinque motivi per aver scelto l'ariete tedesco

Howedes, 5 motivi per dire sì


La perdita di una pedina importante quale Bonucci doveva essere obbligatoriamente sostituita per rinforzare il reparto arretrato. Tanti i nomi vagliati: Da De Vrij a Garay, fino alla scelta di puntare su Benedikt Höwedes. Forse non stiamo parlando di un top player anche se in casa Juve sono sicuri che potrà fare molto bene anche in Italia. Proviamo ora a spiegare cinque buoni motivi per cui i bianconeri hanno puntato sul difensore tedesco ex Schalke 04.

ESPERIENZA

La sua unica squadra, almeno fino ad ora, è stata lo Schalke 04. Coi tedeschi dal 2006, Höwedes ne diventa capitano nel 2011, nonché bandiera del club. Poche vittorie con il team di Gelsenkirchen: una Coppa di Germania ed una Supercoppa. Ciò non toglie che il tedesco abbia potuto assaporare anche il sapore della Champions, arrivando addirittura in semifinale nel 2011. Proprio in quell’edizione del trofeo europeo aveva segnato all’Inter: che sia questo di buon auspicio? Sicuramente il palcoscenico internazionale non gli farà paura visto che con la sua nazionale si è laureato campione del mondo nel 2014 in Brasile. Un altro detentore di questo importante riconoscimento individuale assieme a Khedira, Buffon e Barzagli. I 29 anni di Höwedes sono quindi sinonimo di grande esperienza che tornerà molto utile anche agli elementi più giovani ed acerbi della difesa come, per esempio, Rugani e De Sciglio.

DUTTILITÀ

Come già sappiamo, Allegri era alla ricerca di un centrale ma anche di un terzino per sopperire alla partenza di Dani Alves. Bene, con il tedesco si è unito l’utile al dilettevole. Il neo acquisto bianconero predilige il ruolo di centrale ma non disdegna nemmeno giocare sulla fascia. Certo, non stiamo parlando del miglior terzino degli ultimi anni, ma più di un giocatore “alla Barzagli“: multiuso, per usare termini più semplici. Sia a destra che a sinistra la Juve è ben coperta ovviamente ma per una squadra che vuole fare bene in tutte tre le competizioni, avere più opzioni è un obbligo.

FACILITÀ D’AMBIENTAMENTO

Dopo tanti anni nello stesso club, spesso non è facile adattarsi ad un nuovo ambiente, figuriamoci ad un nuovo calcio. Tuttavia il tedesco è avvantaggiato dalla presenza del connazionale Khedira. I due hanno condiviso per molti anni lo spogliatoio della loro nazionale ed ora sono pronti a ritrovarsi anche in bianconero. L’ex Real Madrid aveva speso belle parole per lui, segno della sua disponibilità ad aiutarlo nell’inserimento nel mondo Juve.

FUNZIONALITÀ

Il motivo forse più importante che l’ha condotto a Torino. Il nuovo numero 21 bianconero sa infatti adattarsi a diversi moduli di gioco. Una caratteristica non secondaria per mister Allegri, il quale si appresta a sperimentare diversi schemi nel corso della stagione. Inoltre, Höwedes possiede delle qualità proprie da difensore affermato, tanto che sono i numeri a certificarlo. Allo Schalke si è distinto per la sua abilità in fase di copertura con una media di quattro intercetti a partita nella scorsa stagione. Come se non bastasse, è in grado di appoggiare la manovra fino alla trequarti avversaria, parte di campo nevralgica per il gioco offensivo della Juventus. Non male anche il dato relativo agli assist: 4 in tutte le competizioni nella passata stagione. Il tecnico di Livorno può quindi sorridere.

FISICITÀ

Stiamo parlando di un ragazzone da 1,87 m per 80 kg. Insomma, non proprio facile marcarlo in area piccola nelle situazioni di calcio d’angolo. Höwedes non è sicuramente un grande goleador (3 gol tra Bundesliga ed Europa League per lui nel 2016-17) anche se rimane un valido colpitore di testa. Una nuova freccia nell’arco bianconero che si aggiunge agli altri “arieti d’area” come Mandzukic, Chiellini o Benatia.