Salvate il soldato Rugani

Salvate il soldato Rugani


Non era da esaltare per la prestazione con il Cagliari, non è da crocifiggere dopo la brutta partita di Marassi. Daniele Rugani è un patrimonio della Juventus e del calcio italiano e, come tale, va custodito e conservato come una preziosa gemma. Non sarà un match di sofferenza a scalfire il suo talento, non può: alla prima stagione da titolare con la Juventus, anche lui ha il diritto di sbagliare, come hanno fatto – e fanno ancora – tutti i suoi compagni.

APPRENDISTATO DURO

È sembrato quasi un veggente Giuseppe Marotta, l’amministratore delegato della Juventus che nel pre-partita era stato sibillino, parlando del giovane difensore bianconero: “È una certezza, ma così come Bonucci, anche lui ha bisogno di crescere giocando titolare domenica dopo domenica”. Tradotto: anche il viterbese all’inizio sbagliava, ha possibilità di farlo anche Rugani. E infatti, a Marassi, in una trasferta sempre complicata per la banda Allegri, è andato un po’ nel panico. Galabinov, non proprio il calciatore più esperto della Serie A (seconda partita della sua vita nella massima serie), con esperienza e fisicità lo ha costretto più volte a rincorrere e a sudare. Proprio sul bulgaro ha commesso il fallo che ha portato al calcio di rigore, anche se, come dimostrato in seguito dalla moviola, l’azione era da annullare in partenza.

C’È TEMPO

Nel corso degli anni, pur giocando anche partite importanti, Rugani è stato sempre coccolato da altri difensori. Dietro a Barzagli, Bonucci e Chiellini era protetto, la BBC formava uno scudo e lui ne traeva beneficio. Con la partenza di Leonardo e gli evidenti limiti di età di Andrea, ora è lui il perno difensivo della squadra. I compagni lo chiamano in causa per far partire l’azione, lui si prende la responsabilità di essere il regista difensivo. Non bisogna crocifiggerlo per  una partita sbagliata, per evidenti motivi. Rugani sarà il futuro pilastro della difesa della Juventus e della Nazionale Italiana e ha tempo e modo per commettere degli errori. Da questi crescerà, si forgerà e diventerà un difensore migliore di quello che è ora, ovviamente. Ma tutto il contesto sportivo italiano gli deve permettere di sbagliare. Anche perché, con la squadra che si trova davanti, ogni errore è rimediabile.