Nel mito di Iniesta ed Isco, con la maturità di un veterano: ecco chi è Dani Ceballos

Nel mito di Isco e Iniesta, con la personalità di un veterano: alla scoperta di Dani Ceballos


Chiunque si sia fermato – solo qualche giorno fa – davanti alla TV per tifare Italia contro la Spagna non ha potuto fare a meno di notare che c’è stato un giocatore delle giovani Furie Rosse (ancor meglio del goleador Saul e del più “chiacchierato” Asensio) che ha incantato per tutti i novanta minuti, risultando assolutamente imprendibile per gli azzurrini. Dani Ceballos, numero 6 iberico, ha fatto il diavolo a quattro, il bello e il cattivo tempo, scegliete voi il proverbio più adeguato: fatto sta che il premio come MVP dell’Europeo non è assolutamente un caso.

UNA BREVE BIOGRAFIA

Sembra una storia già sentita un milione di volte, quella di Ceballos calciatore. Alcuni problemi di salute – nella fattispecie, respiratori – gli hanno impedito di affermarsi nelle giovanili del Siviglia, costringendolo a tornare a Utrera, cittadina in cui Dani è nato (nel 1996). Difficile, però, fare strada in un mondo così piccolo. Ma il ragazzo non si perde mai d’animo, riuscendo a riemergere nel mondo del pallone, grazie ad una chiamata improvvisa ed inaspettata: il Betis – l’altra sponda della città andalusa – gli dà un’opportunità d’oro, che lui non si lascia scappare. E ne è ancora profondamente grato: ha confidato di aver sentito fiducia nei suoi confronti, ciò che gli serviva in un momento così complicato.

Debutta nella Primera Liga nel 2014 contro la Real Sociedad, nel giorno dell’aritmetica retrocessione dei biancoverdi, mentre l’anno successivo inizia a stabilirsi prepotentemente in prima squadra, anche grazie – successivamente – all’allenatore Pepe Mel. La ciliegina sulla torta arriva con il primo posto all’Europeo under 19, giocato nel mese di luglio del 2015.

L’AFFERMAZIONE DA FUNAMBOLO

Molte squadre iniziano a bussare alla porta del Betis che, però, reagisce rinnovando il contratto al ragazzo, con una clausola rescissoria di “appena” 15 milioni di euro, cifra alquanto irrisoria per un calciatore della sua futura caratura internazionale.

Nel corso dell’ultimo campionato, Ceballos è stato il vero cardine del gioco del Betis, tanto da attirare a sé le attenzioni dei maggiori club spagnoli: Real Madrid (che del centrocampo fa, probabilmente, il suo più evidente punto di forza) e Barcellona su tutti, ma anche l’Atletico, per bocca del Cholo Simeone (“È fantastico: può giocare in tutti i ruoli del centrocampo ed è molto pericoloso soprattutto negli spazi.”). Pertanto, è estremamente difficile (anzi, praticamente impossibile) trattenere il giocatore in biancoverde: non esistono centrocampisti in Europa con un tale rapporto qualità-prezzo.

Talento, versatilità, sfrontatezza, personalità da veterano: Dani Ceballos è una splendida realtà del calcio del vecchio continente, bravo sia come regista in un 4-3-3 che come trequartista in un 4-2-3-1 più offensivo (non a caso, i moduli adottati dalla Spagna nell’Europeo under 19 del 2015).

Uno dei segreti di Ceballos è che si diverte mentre è in campo: cambia agevolmente gioco, sorprendendo gli avversari negli spazi; vanta una visione di gioco ed una capacità di impostazione degne del miglior Xavi, ma anche corsa e tecnica di base in stile Andres Iniesta. Mica male, no?

ATTENZIONE AL CARATTERINO…

Ma occhio anche a quanto accade fuori: lo si descrive come un ragazzo dal carattere “fumantino”. La sua esuberanza è sottolineata dalla polemica scoppiata nel 2012 su Twitter, con alcuni tweet offensivi contro la Catalunya. La testa, oggi, sembra starsi spostando più saldamente sul collo: Dani sta capendo che, per farsi strada in colossi calcistici come Barcellona, Real Madrid, Atletico o Juventus, il carattere viene ancor prima delle qualità prettamente sportive.

“COME ISCO E INIESTA”

Me identifico mucho con Isco e Iniesta.”. Parole sue, che non lasciano spazio a pluralità di interpretazioni: Dani Ceballos considera appagante giocare dietro l’attaccante, così da avere libertà assoluta di spostare i ritmi della squadra. È stato Pepe Mel, però, a suggerirgli di spostarsi più in mezzo al campo, per arricchirsi e crescere come calciatore: è proprio così che, con passi da gigante, sta acquistando le stimmate del grande centrocampista.

In buona sostanza, adesso Dani è un eccelso numero ocho. A suo dire (e non solo, ovviamente), per essere un grande centrocampista non basta avere una buona visione, perché occorre anche recuperare e lavorare per la squadra: come dargli torto! Una buona tenuta fisica è essenziale come il pane in tempi di carestia, e lui stesso ha confessato di aver lavorato il doppio per non lasciarsi trovare impreparato. E, adesso, si sta godendo i (meritati) frutti della fatica.

E IL FUTURO?

Ogni giocatore sogna di giocare una finale di Coppa del Mondo, ma sono molto felice al Betis.”. Diciamocelo: non si è sbottonato più di tanto, anzi. Queste parole di circostanza nascondono una sana invidia per i suoi compagni di nazionale che già sono affermati a livello mondiale (Asensio e Saul su tutti). Il richiamo delle superpotenze spagnole è forte, ma la Juventus non vuol lasciarsi sfuggire un profilo estremamente interessante e completo: la rincorsa al trono europeo passa anche da operazioni di questo calibro.

I NUMERI DI QUESTA STAGIONE

Direttamente da www.squawka.com, ecco i principali numeri di Dani Ceballos in riferimento alla stagione della Liga BBVA da poco conclusasi:

1323 passaggi completati;
79 dribbling tentati;
66 tackle vinti;
52 intercettazioni;
38 occasioni create.

A dimostrazione che il centrocampista del Betis si sta trasformando sempre di più in un centrocampista a 360°: in poche parole, un prospetto dal sicuro avvenire.