Sacchi: "Aspettate e vedrete come la Juve di Allegri saprà essere letale anche in Europa..."

Sacchi: “Aspettate e vedrete come la Juve di Allegri saprà essere letale anche in Europa…”


Dalla Gazzetta dello Sport l’interessante analisi di Arrigo Sacchi, maestro del calcio, conoscitore e rivoluzionario come pochi. La sua è un’analisi lucida e concreta, sulla Juve attuale ma anche su quella che sarà, lanciando anche una provocazione finale: “Quando la Juve inizierà a vincere in Europa senza imporsi, sono curioso di vedere se ancora la critica valuterà il gioco o il risultato”. 

ALLEGRI. Arrigo Sacchi definisce Allegri “un uomo capace e paziente”, sa bene che “le sue squadre sono basate su un’eccellente gestione del singolo”. Senza peli sulla lingua, Sacchi sa che l’eccesso di critiche per una Juve ad un passo dalla qualificazione agli ottavi e prima in campionato è frutto di una campagna acquisti sontuosa. Sacchi è preciso quando parla di Allegri: “Allegri è un grande tecnico, le sue idee però non si ispirano al calcio totale ma ad un calcio tattico e specialistico. Allegri è un maestro del pragmatismo e dell’utilitarismo che conosce ed insegna con chiarezza e capacità. Allegri è un vincente, anche se le sue squadre non cercando di imporsi ma di sfruttare le situazioni”. 

SPETTACOLO. Sacchi sottolinea un aspetto importante, come non solo per Allegri ma anche per i dirigenti bianconeri quello che conta è la vittoria. Sacchi sembra essere molto convinto quando dice che “la Juve è formata da professionisti di un certo livello, gente di carattere, che cura principalmente la difesa. Dello spettacolo gli interessa poco, quando staranno bene gli infortunati e si ambienteranno i nuovi, sarà una squadra difficile per tutti”. Sul paragone con le altre big europee, Sacchi non ha dubbi: “Se qualcuno spera di veder giocare la Juventus come il Barcellona, il Manchester City, il Bayern Monaco, il Liverpool o lo stesso Napoli, se lo scordi. Appena i bianconeri saranno in forma saranno una squadra letale, possono segnare in qualsiasi modo e sanno difendere come poche”. 

Aristide Rendina

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