Da Pogba alla pallavolo del Siviglia: quando non dare un rigore cambia una finale

Si sa, una finale è una partita diversa dalle altre dove entrano in gioco fattori che vanno aldilà del valore tecnico di una squadra o di un singolo, o di tutte le mosse tattiche preparate dagli allenatori prima di un match che può valere un trofeo. La condizione fisica, ma soprattutto la tenuta mentale dei giocatori ha un peso enorme in una finale. Capita però a volta che entrino in gioco altri fattori che condizionano l’andamento di una partita che sembra essere incanalata su dei binari ben definiti: uno di questi può essere l’inadeguatezza di un arbitro ad un match così importante.

Lo scorso anno, nella finale giocata a Berlino tra Juventus e Barcellona, i bianconeri, dopo aver pareggiato l’iniziale svantaggio, cambiarono nettamente l’inerzia dell’incontro. A soli venti minuti dal termine del match, la Vecchia Signora sembrava in totale controllo sugli spagnoli che, a loro volta, erano in profonda difficoltà. Ma, un episodio può rivoltare le sorti di una partita: il rigore non dato a Pogba, dopo essere stato trascinato a terra da Dani Alves, grida ancora vendetta. Così dalla possibilità di passare in vantaggio, si passa ad una sconfitta che lascia tuttora l’amaro in bocca.

sivigliaIl Siviglia ha conquistato ieri sera la sua terza Europa League consecutiva sconfiggendo per 3 a 1 il Liverpool. Vittoria di rimonta per gli spagnoli che a fine primo tempo erano sotto di una rete. Primo tempo in cui gli inglesi hanno messo sotto pressione il Siviglia segnando la rete dell’iniziale vantaggio e andando molto vicini al raddoppio. Già, episodi decisivi possono cambiare l’inerzia di una finale: hanno del clamoroso i due penalty non assegnati al Liverpool per i falli di mano all’interno dell’area di rigore. È facile ipotizzare che con quei due calci di rigore, la partita avrebbe potuto avere un indirizzo diverso.

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