Gli altri parlano, la Juve ascolta con Stile

Gli altri parlano, la Juve ascolta con Stile


“Stile Juve? Ne parlano gli altri, non noi”. Così l‘Avvocato sentenziava quando qualcuno gli domandava di una delle caratteristiche principali della società Juventus. Per quanto questa frase rappresenti in toto l’essenza di Gianni Agnelli e della juventinità stessa, bisogna sottolineare, qualche volta, come il comportamento dei vertici bianconeri sia sempre impeccabile, a differenza di qualcun altro, che scivola su bucce di banane, causandosi da solo scivoloni non poco indifferenti.

CONFRONTO IMPROPONIBILE – Il riferimento è tanto diretto quanto recente. Per la seconda volta in stagione, infatti, il Napoli si scaglia contro gli organi di stampa: prima il giornalista di Mediaset Premium Paolo Bargiggia, adesso il Televideo.

Ciò che bisogna sottolineare, attenzione, non è il comportamento delle altre società, ma la netta linea di demarcazione che c’è tra il comportamento bianconero e quello delle altre dirigenze. Mai un’uscita fuori posto, un comunicato che inveisse contro qualcuno, mai un modo di fare che possa comportare una qualsiasi polemica. Il Napoli, infatti, è soltanto un esempio, ma l’abisso che c’è tra la Juventus e le altre squadre, non solo in campo, è veramente molto profondo.

NIENTE ALIBI – Troppo facile, invece, parlare della mancanza di alibi nella società di Corso GalFer. Mentre le altre squadre vanno – o non si presentano per chissà quale ragione – davanti ai giornalisti e si lamentano di qualsiasi cosa possano, i bianconeri non hanno mai trovato un’alibi degno di questo nome. Arbitri, infortuni, penombre varie o calendari a Vinovo non sono mai esistite e quando le cose non giravano nel verso giusto, la Juventus si è sempre caricata se stessa sulle spalle, attraverso le parole di massimi esponenti della dirigenza come Andrea Agnelli e Beppe Marotta oppure – ed è il caso di quest’anno – con i richiami dei senatori come Gigi Buffon e Pat Evra. Una differenza sostanziale, che porta i suoi frutti: a Torino, sponda bianconera, non esistono giustificazioni. Bisogna soltanto pedalare e arrivare alla vittoria, con le proprie forze e senza lamentele. Aggiungiamo noi, come giusto che sia.

AMBIENTE – “Il gruppo, l’unione, la famiglia Juventus”. Quante volte abbiamo sentito queste parole, in riferimento alla Juventus? Tante, soprattutto negli ultimi anni. “Spogliatoio frantumato, liti all’interno della squadra”. E queste? Mai. La diretta conseguenza di una gestione accurata e precisa in ogni minimo dettaglio, atta alla non creazione di malesseri intorno alla squadra, è la realizzazione di un ambiente sereno che permette al gruppo di lavorare in tranquillità verso gli obiettivi. Si noti, come, soprattutto negli ultimi due anni, con il condottiero Max, la tranquillità sia stata un fattore determinante alla conquista degli obiettivi prefissati.

Anche in un periodo buio, come quello di inizio anno, non c’è stata una schermaglia o una parola di troppo da parte di nessuno. Lavorare e vincere sono, e lo saranno per sempre, le parole chiave. La destabilizzazione dell’ambiente, di cui tanti parlano – oseremmo dire a vanvera – arriva non da fattori esterni, quali gli organi di stampa, ma da una confusione e da un’attitudine errata che si trova all’interno della società stessa. Ergo per cui l’ambiente Juve, chissà come mai, non viene mai destabilizzato, perché alcuni argomenti non vengono enfatizzati dalla società, come accade da altre parti.

Per fare un esempio concreto, informazioni di mercato completamente fuori luogo sono arrivate anche nei confronti dell’ambiente bianconero- come le cessioni di tanti campioni, mai venduti – e anche in momenti molto delicati della stagione, ossia durante la preparazioni di sfide delicatissime in Serie A e Champions League, ma la società non ha mai proferito parola né si è sentita offesa o destabilizzata.

Db Roma 11/05/2014 - campionato di calcio serie A / Roma-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Andrea Agnelli-Giuseppe Marotta

QUESTIONE DI STILE – Insomma, ritorniamo alla frase dell’Avvocato. Sono gli altri a parlare di stile, è vero, ma la Juventus fa in modo che gli altri parlino. Citando una frase di Marotta: “La squadra è lo specchio della società“, ed è per questo, forse, che nelle altre piazze si vedono calciatori confusi e arrabbiati con il mondo senza motivo, spogliatoi che si spaccano e tanti altri avvenimenti nefasti che hanno una sola diretta conseguenza: la sconfitta. La Juventus, invece, è solida, serena e tranquilla, in tutti i suoi aspetti. E quando si scende in campo, non si hanno alibi. Anche questo atteggiamento ha una sola diretta conseguenza: la vittoria.

Luigi Fontana (@luigifontana24)

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