De Sanctis: "Serie A poca cosa rispetto a quella pre-calciopoli. Mai avuto SIM"

De Sanctis: “Serie A poca cosa rispetto a quella pre-calciopoli. Mai avuto SIM”


Torna  a parlare l’ex arbitro Massimo De Sanctis, rilasciando un’intervista al “Corriere dello Sport”.

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L’INTERVISTA –  “Tutto iniziò nel maggio del 2006. Dovevo andare ai Mondiali, ma quando arrivarono i Carabinieri a Coverciano, capii che era tutto finito. Ci radunarono in Aula Magna per consegnarci gli avvisi di garanzia. Già allora ebbi la sensazione che quella storia era senza sostanza. Dieci anni dopo, quell’esperienza non ha insegnato nulla. Ancora oggi il calcio conserva lati oscuri. Ma arbitri e partite non c’entrano, anche se al primo errore di un direttore di gara si grida subito al complotto. Il vero problema è di natura economica, sono le plusvalenze che stanno rovinando tutto. L’attuale serie A, paragonata a quella pre-Calciopoli, è poca cosa. Anche dal punto di vista arbitrale. Il campionato 2004-2005 fu regolarissimo. Le sentenze sono chiare: nessuna gara alterata. Tutti gli arbitri sono stati assolti. Le uniche tre gare finite agli atti come “taroccate” non sono mai state provate ma solo teorizzate. C’erano falle che nè la Corte d’Appello, nè quella di Cassazione hanno avuto voglia di scoprire, seguendo la teoria iniziale invece di cercare la verità. Le sim? Io non ne ho mai avute, l’ho provato nella documentazione presentata ai processi. Io unico arbitro a non essermi disincagliato dalle secche dell’accusa? All’inizio fui visto come promotore dell’associazione, poi solo come semplice associato. Si doveva appurare la verità, non incastrare le persone in un teorema figlio dei dossier Pirelli. Dopo il gol annullato a Cannavaro in Juve-Parma mi fu appioppata la nomea di juventino. Ma, stando alle telefonate, io ero proprio l’arbitro che la società bianconera non voleva… Calciopoli è nata per colpire Moggi e Giraudo, e se non si fossero dimessi magari avremmo visto un’altra storia. Le intercettazioni protagoniste della vicenda? Sì, soprattutto quelle nascoste: fossero state messe sul tavolo tutte, forse oggi avremmo un calcio davvero più pulito. La “Combriccola romana”? Solo il nostro polo d’allenamento, alle Tre Fontane o al Forum. Calciopoli non è servita: se oggi un magistrato volesse indagare, ma per davvero, altro che Calciopoli verrebbe fuori…”.

Parole che sicuramente scateneranno polemiche a non finire.

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