Mandzukic e Morata, due attaccanti in cerca di gol

Mandzukic e Morata, due attaccanti in cerca di gol


Le parole post gara di venerdì di Mario Mandzukic sui social avranno certo fatto piacere a molti, ma lo stesso Allegri ha ribadito come il croato debba riuscire ad essere più ordinato, facendosi trovare più spesso nella sua posizione naturale. Resta comunque da elogiare l’attaccamento di Mario alla causa juventina, non giocando solo nel suo ruolo, spesso figurando come una statuina come accade in altre realtà.

MIGLIORIE TATTICHE – Del resto si sa che con l’addio di Conte si è persa quella mentalità votata all’attacco tipica del 3-5-2 del pugliese in favore di un assetto più equilibrato e, se vogliamo, difensivista prediletto da Allegri. A volte, però, sembra esasperato questo concetto, con un ripiegamento difensivo eccessivo nelle fasi finali del match. Se si riuscisse a stare 10 metri più alti in fase difensiva anche i contropiedi, probabilmente, sarebbero più efficaci. E Mandzukic potrebbe sfruttare al meglio le sue caratteristiche di uomo d’area di rigore. La sua capacità di muoversi spalle alla porta, senza dimenticare i movimenti senza palla per smarcarsi, possono rappresentare un valore aggiunto di questa Juventus.

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FAME DI GOL – Sono trascorsi quasi tre mesi dall’ultimo gol di Mario Mandzukic, ma la sua fame di gol non sembra essersi attenuata. Un insieme di circostanze non gli ha più permesso di segnare, compreso questo suo arretramento fino alla mediana in alcune situazioni di gioco. Atteggiamento, ripetiamo, da lodare senza indugi, ma da un attaccante del suo calibro, pagato quasi 20 milioni in estate, ci si aspetterebbe una media gol migliore di quella attuale che supera i 200 minuti per gol.

RISCATTO A MONACO – E chissà che non decida di scrivere il proprio nome sul tabellino dei marcatori già mercoledì sera, nel suo ex stadio, in una partita decisiva per la stagione della Juventus. Anche il suo sostituto ideale, Alvaro Morata, non se la passa molto bene in termini di statistiche, con un gol ogni 240 minuti. Ci si aggrappa al feeling dello spagnolo con la Champions dimostrato nella scorsa stagione, quando mise a segno 5 gol e 2 assist dagli ottavi in poi.

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