A proposito di applausi al 'Bernabeu': quando 'Pinturicchio' incantò Madrid

A proposito di applausi al ‘Bernabeu’: quando ‘Pinturicchio’ incantò Madrid


Forse il sistema italiano dovrebbe prendere spunto dalla Spagna non solo in vista dell’approccio ad un calcio moderno, fresco, per certi versi anche bizzarro (ma vincente). Nella nostra nazione l’opinione pubblica tende a minimizzare la valenza dei propri calciatori. Francesco Totti, fino qualche giorno fa, veniva considerato ormai troppo vecchio, andato, buono solo per qualche comparsata. Ieri, invece, il “Pupone” s’è preso una bella rivincita personale. Applausi sugli spalti di uno degli stadi più “sacri” appartenenti a questo meraviglioso sport.

POCHI ELETTI – In quanto a fair play, allora, dovremmo un po’ tutti farci un esame di coscienza. Perché quel momento da lacrime agli occhi, offerto dai tifosi madridisti al capitano della Roma, viene riservato solo a pochi eletti. Ebbene, leggendo la parola “eletti” probabilmente già avere capito chi, prima del numero 10 giallorosso, fu osannato nella stessa maniera in data 5 novembre 2008. Un nome, una leggenda: Alessandro Del Piero.

Banner-Editoriale-Paolo-PanicoSTANDING OVATION PER ALEX – Già a pronunciare il nome di Alex, un brivido piacevole corre lungo la schiena. Figuriamoci, poi, portando alla mente la serata di Champions in cui “Pinturicchio” trafisse due volte Iker Casillas. Segnature – una su punzione, l’altra mediante un sinistro “chirurgico” da fuori area – che qualificarono la Juventus alle fasi eliminatorie, con tanto di occhi spalancati dei supporter blancos. E, durante la sua sostituzione, il gesto che l’eterno attaccante bianconero ricorderà a vita: standing ovation del “Santiago Bernabeu” davanti alla doppietta che mise a sedere il Real.

ICONE DEL CALCIO – Osservando le mani che battevano ieri sera, in terra spagnola, veniva seriamente da chiedersi a quale altro calciatore made in Italy potrebbe toccare un’accoglienza del genere, un giorno. Magari Pirlo, oppure Buffon. E poi? Iniziano davvero a contarsi sulle dita di una mano i campioni, le bandiere del nostro calcio. Nel frattempo, però, vogliamo goderci l’attimo. Chissà che avrà pensato Del Piero vedendo il suo ex compagno di Nazionale. Rimembrando i tempi in cui, entrambi, salirono sul tetto del Mondo a Berlino.

Paolo Panico

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