La Juve e la capacità di saper cambiare senza mai cambiare

La Juve e la capacità di saper cambiare senza mai cambiare


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I camaleonti sono animali estremamente intelligenti: riescono a cambiare colore a seconda delle esigenze, per difendersi da un predatore o per spaventare un maschio rivale. Secondo dei recenti studi scientifici, tale caratteristica è dovuta a delle strutture simili a cristalli contenute in determinate cellule. E ciò gli permette di adattarsi a ogni tipo di situazione, senza particolari sforzi e ottenendo il risultato desiderato. È un’abilità importante, che gli permette di evitare anche grossi rischi. La Juventus è praticamente identica a questi animali.

JUVE CAMALEONTICA – I bianconeri sanno adattarsi a ogni avversario, cambiando pelle in funzione dei suoi punti deboli. E così, quando necessario, fanno la partita, ma sanno pure giocare d’attesa e colpire all’improvviso: l’abbiamo visto, per esempio, contro il Napoli e, meglio ancora, contro il Bayern. Molti hanno criticato tale atteggiamento, e in parte sono critiche giustificate per quanto visto in Champions – la Juve del primo tempo era troppo molle -, ma ciò denota la grande intelligenza tattica di Allegri: sapersi modellare su chi si ha di fronte può essere un’arma letale, specialmente se in questo modo si sfruttano le carenze altrui.

QUEI CRISTALLI… – I tanti cristalli contenuti nelle cellule bianconere consentono alla Signora di essere sempre letale e, al tempo stesso, tremendamente solida. È utile, a tal proposito, ricordare che, prima del gol di Muller, la Juve aveva mantenuto la porta inviolata per 878 minuti, dal gol di Cassano in SampJuve. Ma il dato da sottolineare è che, in questo periodo, Allegri ha schierato la difesa titolare – Barzagli, Chiellini, Bonucci – in solo due occasioni, contro Roma e Frosinone. E, addirittura, ha cambiato anche sistema di gioco, passando a quattro contro Napoli e Bologna. La solidità difensiva, tuttavia, non è venuta a mancare.

CHE OPPORTUNITÀ! – La grande maturità tattica raggiunta si nota in questi dettagli, che potrebbero sembrare ininfluenti. La capacità di cambiare uomini e moduli, senza veder cambiare i risultati, può rivelarsi fondamentale: offre l’opportunità di fare turn-over con più tranquillità, mantenendo sempre un’ottima condizione atletica. Un elemento che spesso fa la differenza, specialmente in Champions League, checché ne dica Guardiola: Marchisio e Khedira, contro i bavaresi, erano apparsi sottotono dal punto di vista fisico e, appena sono usciti, la partita ha preso un’altra piega.

E IL FUTURO… – E, dunque, tanto di cappello all’allenatore e alla società: hanno avuto il merito di costruire e credere in questa rosa, nonostante le difficoltà inizialI. Ora, dopo che la tempesta è passata, si possono godere un meritato arcobaleno, che apre la vista a orizzonti ancora più radiosi: Dybala e Sturaro, i due marcatori di martedì, sono due 22enni e, all’azione che ha portato al secondo gol, hanno partecipato anche Morata e Pogba, altri due under-23. Si può chiedere di più?

Felice Lanzaro (@FeliceLanzaro)

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