La Juve che non c'era, adesso c'è: la grande rimonta bianconera

La Juve che non c’era, adesso c’è: la grande rimonta bianconera


28 ottobre 2015. Sassuolo-Juve 1 -0. Ore 23.05: un Gigi Buffon nervoso e deluso si presenta ai microfoni di Sky Calcio Show. “Dobbiamo tornare con i piedi per terra. Con la maglia della Juventus, se non si ha voglia di lottare e sudare, si rischiano figure peggiori che con qualunque altra maglia. Oggi, in una partita importantissima, abbiamo giocato un primo tempo indegno, non abbiamo vinto un contrasto aereo né a terra: 45 minuti senza intensità emotiva, senza mordente. Dobbiamo migliorare anche nel senso di responsabilità. Credo che dovremo incominciare a protestare un po’ meno con gli arbitri ed essere più umili con noi stessi. Gli arbitri sbagliano sempre in buona fede, un fischio sbagliato non può diventare un alibi, questo è nella natura dei perdenti ed alla Juve non sono abituato ad avere questa mentalità”.

10 gennaio 2016. Sampdoria-Juve 1-2. Ore 23.30. “La prima metà del film è stata di paura, reazione e azione. Ora tornate in sala per il 2 tempo vi faremo soffrire e divertire”, questo è quanto scritto, sul proprio profilo twitter, da mister Max Allegri nel post-partita del Marassi. Domenica sera, nell’ultima giornata d’andata di Serie A, la Juve ha battuto la Sampdoria 2-1. Una vittoria importante che ha permesso ai bianconeri di agganciare l’Inter al secondo posto in classifica e di completare la “rimonta” iniziata proprio dopo quel Sassuolo-Juve.

LA RIMONTA – Dal derby col Torino alla vittoria con la Sampdoria: la Juve ha messo a segno 9 vittorie di fila. In 71 giorni i campioni d’Italia hanno recuperato 7 punti al Napoli, 8 all’Empoli, 9 all’Inter, 10 alla Fiorentina e 16 alla Roma.

TUTTO E’ NATO… – Tutto è nato la sera di Reggio Emilia, con la presa di posizione di Gigi Buffon e Patrice Evra. Il giorno dopo a Vinovo, Allegri durante l’allenamento ha fatto un discorso chiaro alla squadra: “Noi ora siamo il Chievo“. Il Chievo bianconero da allora non si è più fermato. Ma la vera ragione che sta alla base di questi due mesi e mezzo di successi è molto più semplice di quanto si possa immaginare: ora la Juve è la Juve. Nelle prime giornate era soltanto un brutta copia della squadra che eravamo abituati a vedere negli anni scorsi. Adesso, invece, è se stessa con i suoi pregi e i suoi difetti.

La “rimonta” è quasi completata: adesso c’è da raggiungere il Napoli capolista.

Orlando Aita (@OrlandoAita)