Alla Juventus basta concedere il primo tiro in porta per ritrovarsi a inseguire. È una delle abitudini più preoccupanti riemerse nella sconfitta per 2-0 contro il Genoa: la squadra di Luciano Spalletti perde sicurezza al primo episodio negativo e non riesce a costruire una reazione efficace. Il successo di Lecce aveva suggerito un possibile cambio di passo, ma Marassi ha riportato i bianconeri alle difficoltà precedenti.
I dati riportati dalla Gazzetta dello Sport aiutano a leggere il momento della Juventus da due prospettive: la frequenza con cui subisce gol e il numero di sconfitte già accumulate. Da una parte una difesa che ha perso continuità, dall’altra un avvio di campionato con pochissimi precedenti nell’era dei tre punti.
Gol al primo tiro: una fragilità che torna dalla scorsa stagione
A Genova il vantaggio rossoblù nasce dall’iniziativa di Ehizibue, con la deviazione di Cambiaso che mette fuori causa Vicario. Il primo tentativo nello specchio si trasforma così subito in un gol: un episodio sfortunato nella dinamica, ma inserito in una tendenza che la Juventus conosce già.
La Gazzetta ricorda infatti che nella scorsa stagione i bianconeri avevano subito gol al primo tiro in porta avversario in 16 occasioni. Un dato che rende ancora più significativo quanto accaduto a Marassi: una difficoltà già emersa in passato torna a condizionare la squadra, costretta a cambiare partita prima ancora di aver trovato un proprio equilibrio.
Il punto non è attribuire automaticamente la responsabilità al portiere. Una deviazione può rendere imparabile una conclusione, come accaduto contro il Genoa. Il problema collettivo è quanto spesso la prima occasione concessa finisca per pesare sul risultato e sulla sicurezza dei giocatori. Quando succede, la Juventus fatica a mantenere ordine e lucidità.
Nove gol subiti in sei partite: Lecce resta l’unica eccezione
Il dato più recente conferma il peggioramento: nove reti incassate nelle ultime sei partite di campionato, con un solo clean sheet, quello contro il Lecce. In questo periodo i bianconeri hanno quindi subito almeno un gol in cinque gare su sei, per una media di 1,5 reti a incontro.
La porta inviolata del Via del Mare aveva interrotto la serie e accompagnato una vittoria importante. Il successivo 2-0 di Genova, però, impedisce di parlare di un equilibrio ritrovato. Alla rete del vantaggio si aggiunge quella di Baldanzi, in un’azione nella quale l’errore di Kalulu contribuisce ad aprire la difesa.
Secondo il quadro riportato dalla Gazzetta, la Juventus conserva comunque la quarta miglior difesa del campionato. È un contrasto significativo: il dato complessivo resta relativamente positivo, mentre quello delle ultime settimane racconta una squadra più vulnerabile. Guardare soltanto il totale dei gol subiti rischia quindi di nascondere il peggioramento recente.
Tre sconfitte dopo nove giornate: i precedenti di Lippi e Allegri
Il ko di Marassi è anche il terzo nelle prime nove giornate di Serie A. La Gazzetta sottolinea che, prima di questa stagione, soltanto due volte nell’era dei tre punti a vittoria la Juventus aveva già accumulato tre sconfitte a questo punto del campionato.
Era successo nel 1995-1996 con Marcello Lippi e nel 2015-2016 con Massimiliano Allegri. Ora alla lista si aggiunge la squadra di Spalletti. Un confronto che misura quanto sia insolito un avvio del genere per i bianconeri, senza trasformare automaticamente quei precedenti in una previsione sul resto della stagione.
Il dato significa che la Juventus ha perso un terzo delle prime nove partite di campionato. Il problema è soprattutto la difficoltà nel dare seguito alle risposte positive: la vittoria di Lecce è rimasta isolata tra due sconfitte, quella contro la Lazio e quella contro il Genoa. Il risultato è una squadra che riparte spesso da zero, invece di consolidare ciò che funziona.
Se l’attacco non compensa, ogni errore pesa di più
La fragilità difensiva diventa ancora più costosa perché davanti manca la produzione necessaria per rimediare. Nel periodo delle nove reti incassate, la Juventus ne ha segnate sette: troppo poco per compensare una difesa che non riesce più a garantire continuità.
La Gazzetta indica inoltre quello bianconero come il tredicesimo attacco del campionato. La distanza rispetto al rendimento difensivo complessivo aiuta a spiegare l’ottavo posto: la Juventus non trova abbastanza gol per assorbire gli errori e, quando va sotto, la rimonta diventa complicata.
Spalletti deve intervenire su entrambe le fasi. Ridurre le occasioni concesse e recuperare attenzione è necessario, ma serve anche una squadra capace di reagire senza disunirsi. Lecce ha mostrato una possibilità; Genova ha dimostrato che non è ancora una certezza. La ripartenza passa dalla capacità di rendere abituali quelle prestazioni, evitando che il primo tiro avversario cambi ogni volta il senso della partita.
