“SENZA DI TE NON ANDREMO LONTANO, ANTONIO CONTE NOSTRO CAPITANO”, si potrebbe ripartire da qui per citare un vecchio coro.
La Juventus in realtà anche senza di lui ha vinto Scudetti e fatto finali di Champions, ma l’impressione è che ora come ora per ritornare ad andare lontano sia proprio il suo il nome giusto.
Il 26 luglio di 6 anni fa quando i bianconeri in piena pandemia alzavano al cielo il nono Scudetto consecutivo nessuno si sarebbe mai immaginato questa situazione.
Ma da lì in poi la società ha iniziato a prendere una serie di decisioni che hanno portato alla situazione attuale. Dove c’è una squadra che stona completamente con quella che è la storia del club.
Prima un praticamente esordiente Pirlo, che resta comunque il migliore del post Covid, poi il ritorno di Allegri, l’esperimento Thiago Motta, il tentativo di cuore Tudor e infine la mossa Spalletti. In un modo o nell’altro tutti hanno fallito.
Allenatori diversi per status, curriculum, stile comunicativo e idee di calcio, forse perché risollevare la Juventus è un’impresa ardua praticamente per tutti, o quasi. Perché c’è un uomo che ci è già riuscito una volta e sarebbe un peccato non concedergli una seconda opportunità.
Sì perché adesso la situazione è peggio del post Calciopoli, lì dall’ultimo titolo alzato sul campo al primo dei nove sono passati 6 anni precisi, qua si va già verso il settimo senza Scudetto.
Dopo la Serie B e il tentativo di rinascita che è finito con i due settimi posti la Vecchia Signora all’epoca si affidò ad Antonio Conte e a distanza di 15 anni e mezzo questa ancora sembra la soluzione.
Perché la panchina della Juventus pesa tanto, in questo periodo è come un macigno, che solo un uomo e un allenatore con questo carattere possono sopportare. Nel suo DNA c’è il bianconero, la mentalità vincente, il famoso “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.
Allora prima che sia troppo tardi e prima che si trovi un altro allenatore da incolpare, mettendo da parte vecchi rancori, è bene tornare da chi può riportare lontano questa Juventus, perché senza di lui al momento sembra molto, ma molto difficile.
Di Stefano Cori
