Sturaro si racconta: “Per Allegri ero come Pirlo e Vidal. Conte mi fece giocare con il ginocchio rotto”

Sturaro si racconta: “Per Allegri ero come Pirlo e Vidal. Conte mi fece giocare con il ginocchio rotto”
Sturaro in azione con la maglia della Juventus

Una carriera costruita sulla forza mentale, sulla disponibilità e sulla capacità di superare gli ostacoli. Stefano Sturaro ha ripercorso il suo viaggio nel calcio, dagli inizi a Sanremo fino alle esperienze con Genoa, Modena, Juventus e Nazionale. Ospite del Podcast dei Campioni, l’ex centrocampista bianconero ha raccontato alcuni dei momenti più importanti della sua carriera, soffermandosi soprattutto sugli anni vissuti a Torino e sull’esperienza con l’Italia di Antonio Conte.

Un percorso caratterizzato anche da tanti infortuni, ma affrontati sempre con la stessa mentalità: “Se non avessi avuto questo carattere e questa voglia non avrei fatto questo tipo di carriera”, ha spiegato Sturaro.

Juventus, il salto nel grande calcio: “Essere il gregario di Pirlo, Vidal, Pogba e Marchisio era un sogno”

Il trasferimento alla Juventus nel gennaio 2015 ha rappresentato il momento della svolta. Sturaro arrivò a Torino dopo l’esperienza al Genoa, trovandosi improvvisamente in uno spogliatoio pieno di campioni.

“Andare lì e fare il gregario di Pirlo, Vidal, Pogba e Marchisio era un sogno“,

Ha raccontato l’ex centrocampista. Un impatto inizialmente importante, ma facilitato dall’accoglienza ricevuta dai nuovi compagni.

Sturaro ha ricordato come, nonostante la presenza di grandi nomi, il gruppo bianconero fosse costruito su valori condivisi:

“Gli spogliatoi sono tutti uguali. Cambiano gli interessi e l’importanza dei singoli, ma quando siamo dentro siamo tutti uguali”.

Allegri e la gestione del gruppo: “Mi trattava come Pirlo o Vidal”

Tra gli allenatori che hanno segnato la sua esperienza juventina c’è sicuramente Massimiliano Allegri. Sturaro ha evidenziato la capacità del tecnico livornese di coinvolgere ogni elemento della rosa, anche chi aveva un ruolo meno centrale.

“Allegri dava importanza a tutti. Sapeva che lo Sturaro di turno non fosse Pirlo, però per lui erano importanti tutti allo stesso modo“.

Una filosofia che secondo l’ex bianconero contribuì ai risultati della squadra:

“Se faceva riposare Vidal o Pogba per Pereyra o me, per lui erano importanti uguali. La macchina funzionava bene”.

La sfida contro il Real Madrid e la fiducia di Allegri

Uno dei momenti più significativi della sua esperienza alla Juventus è stata la presenza da titolare contro il Real Madrid. Una partita che rappresentò la dimostrazione della fiducia ricevuta dall’allenatore:

“Un allenatore con grandissimo carisma e grandi intuizioni. Non si faceva problemi a buttare nella mischia un ragazzo perché si fidava”.

Nazionale, la chiamata di Conte e quell’Europeo da protagonista

Dopo la crescita con la Juventus arrivò anche la convocazione in Nazionale. Una sorpresa per lo stesso Sturaro, chiamato da Antonio Conte in vista dell’Europeo 2016.

“Mi suona il telefono ed era mister Conte. Mi chiede come sto e mi dice che voleva convocarmi con l’Italia. Rimango un po’ stranito, non me lo aspettavo”.

Il centrocampista ha sottolineato il lavoro svolto dal CT nella costruzione di quel gruppo:

“Cercava un gruppo molto operaio, con qualche giocatore con più qualità. I meriti della costruzione di quella squadra sono tutti del mister“.

Italia 2016, il metodo Conte: “Sembravamo quasi un club”

Secondo Sturaro, il segreto di quella Nazionale fu la preparazione maniacale curata da Conte. Ogni dettaglio veniva studiato attraverso allenamenti, video e situazioni tattiche.

“In un mese abbiamo fatto una quantità di lavoro che solitamente una squadra fa in sei mesi”.

Un percorso che permise al gruppo azzurro di arrivare pronto agli Europei.

“Sembravamo quasi un club per come giocavamo insieme“.

Germania-Italia, il ginocchio rotto e la richiesta di Conte: «Tu non esci»

Il momento più iconico della sua esperienza in Nazionale arrivò nei quarti di finale contro la Germania. Dopo pochi minuti Sturaro subì un grave problema al ginocchio, ma decise di continuare.

“Sentivo il ginocchio aprirsi quando correvo e curvavo. Pensavano fosse il crociato da quanto era instabile, poi si focalizzarono sul collaterale”.

Quando Conte venne informato della situazione, la decisione fu immediata:

“Mi guardò e mi disse: “Tu non esci“

Sturaro tornò in campo con infiltrazioni e bendaggio, completando la partita fino ai supplementari. Una prova che rappresenta perfettamente lo spirito con cui ha vissuto tutta la carriera.

Sturaro, una storia di sacrificio e appartenenza

La carriera di Stefano Sturaro è stata segnata da momenti difficili, ma anche da grandi soddisfazioni: una Juventus piena di campioni, una finale di Champions League, la Nazionale e un Europeo vissuto da protagonista.

Un percorso costruito senza mai risparmiarsi, con la consapevolezza di aver raggiunto traguardi che, come lui stesso ha raccontato, “nemmeno nei sogni un bambino può immaginare”.

Redazione SpazioJ
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