Un gol alla Juventus, l’emozione di affrontare il proprio passato e la voglia di trovare continuità al Sassuolo. Nel racconto del centrocampista emergono le sensazioni vissute prima e dopo la sfida ai bianconeri, ma anche le ragioni della scelta di ripartire dal progetto di Alberto Aquilani.
La sfida alla Juventus: un appuntamento atteso per tutta la settimana
Affrontare la Juventus rappresentava un’occasione speciale per dimostrare il proprio valore. L’attesa ha accompagnato ogni giorno di preparazione alla partita, insieme alla speranza di trovare il gol:
“Andiamo indietro di una settimana. Aspettavo tanto questa partita. Un chiodo fisso, ci ho pensato ogni giorno. Non vedevo l’ora di giocarla per dimostrare le mie qualità contro uno dei club più grandi. Poi quando ho visto che era il 13 ho pensato a questa incredibile coincidenza. Sentivo che qualcosa era nell’aria… L’idea del gol mi girava dentro la testa. Sì, ci pensavo, quasi lo sentivo”.
L’emozione del gol da ex: «La notte praticamente non ho dormito»
La rete ha trasformato quell’attesa in un ricordo difficile da lasciarsi alle spalle, anche dopo il fischio finale. Il legame con la Juventus ha reso ancora più intensa una serata proseguita tra adrenalina e immagini del gol riviste più volte:
“Ancora è tutto strano. Con loro ho giocato per due anni. Io cerco sempre di andare al massimo indipendentemente da chi ho di fronte. Poi va be’… è stato qualcosa di speciale. Il gol l’ho rivisto una marea di volte e la notte praticamente non ho dormito. In genere si dorme poco quando si gioca di sera. Stavolta mettici l’adrenalina, l’emozione, sensazioni forti: notte quasi in bianco”.
I complimenti di Spalletti prima della partita
Tra i momenti più apprezzati della giornata c’è anche l’incontro con Luciano Spalletti. Prima della gara, il tecnico bianconero ha voluto riconoscere i progressi del giocatore in questo avvio di stagione:
“Con Spalletti ci siamo incrociati prima della partita. Dopo aver salutato Aquilani, mi è venuto a cercare in panchina, gli sono andato incontro e mi ha fatto i complimenti per come ho cominciato la stagione. Un gesto che mi ha fatto un enorme piacere e per questo lo ringrazio”.
Lo spazio alla Juventus e la voglia di continuità al Sassuolo
Il bilancio dell’esperienza bianconera contiene anche il rammarico per le opportunità avute. Ora, però, la priorità è giocare con regolarità e ripagare la fiducia trovata al Sassuolo:
“La cosa fondamentale ora è giocare con continuità e al Sassuolo ho trovato la situazione giusta per questo sono contentissimo. Sento la fiducia di tutti e poi vedremo cosa succederà in futuro. Io vado al massimo ogni giorno. Forse alla Juve potevo giocare un po’ di più o almeno lo speravo. Forse lo meritavo anche, ma non sono decisioni che competono a me quindi va bene così. Alla Juventus ho fatto diverse buone partite, il percorso che sto facendo, la decisione di venire al Sassuolo per avere più spazio e poter così dimostrare il mio valore è stata la scelta più sensata. Ora intendo dare tutto per questo club».
Il ruolo preferito: tra mezzala e trequartista
Sul piano tattico, la preferenza va alla posizione alle spalle delle punte, senza escludere un impiego da mezzala. Nelle sue parole torna anche un insegnamento dell’allenatore, che mette l’iniziativa personale al centro dell’interpretazione del ruolo:
“Il ruolo? Io sono un 8 o un 10. Soprattutto un trequartista, lì mi trovo meglio, ma come dice Aquilani è il coraggio che fa il ruolo“.
Il gol contro la Juventus rappresenta un momento speciale, ma il passo successivo sarà dare continuità alle prestazioni. È questa l’opportunità cercata al Sassuolo: giocare, crescere e trasformare la fiducia ricevuta in un contributo costante alla squadra.
