Paradosso Zhegrova, doppietta ma niente Europa League: cosa farà la Juventus

Paradosso Zhegrova, doppietta ma niente Europa League: cosa farà la Juventus
Zhegrova in azione con la maglia Juventus

Edon Zhegrova torna a segnare dopo 658 giorni, ma la Juventus non potrà utilizzarlo in Europa League. Il kosovaro ha realizzato una doppietta al Sassuolo che ha permesso ai bianconeri di pareggiare due volte prima del gol decisivo di Adzic.

Zhegrova: la doppietta che non salva dall’esclusione europea

Due gol in una sola partita dopo una stagione intera a secco. È il segnale più concreto che Zhegrova ha mandato alla Juventus in questo inoizio di stagione, anche se arrivato troppo tardi per cambiare il suo status nel progetto bianconero. Al Mapei Stadium ha dimostrato di saper essere decisivo quando richiesto: 2 gol su 3 tiri tentati, tre occasioni create, cross al 100%, dribbling completati al 75% e sette duelli vinti su sette.

Numeri che raccontano una prestazione totalmente diversa rispetto alle giocate effettistiche che lo avevano caratterizzato fino a quel momento. Il paradosso è che questa ritrovata concretezza arriva nel momento in cui la Juventus non può sfruttarlo dove servirebbe davvero.

La dirigenza bianconera aveva cercato fino all’ultimo di piazzare il kosovaro sul mercato, contando sull’interesse dell’Al Ittihad. Al momento della compilazione della lista Uefa per l’Europa League, però, Zhegrova è stato escluso dai calciatori schierabili. Il motivo è duplice: la necessità di rispettare i parametri del settlement agreement firmato con Nyon e la volontà di fare spazio ad altri profili. Insieme a lui sono stati esclusi Rugani, Milik, Ekhator e l’infortunato Thuram. Fino a gennaio Zhegrova potrà giocare soltanto in Serie A, una limitazione che trasforma la sua doppietta in una notizia più amara che positiva.

Il paradosso degli esuberi: utili solo in campionato

Zhegrova è l’ennesimo caso di esubero estivo che diventa momentaneamente prezioso quando la Juventus attraversa un’emergenza infortuni. Prima di lui era toccato a Nico Gonzalez e Koopmeiners contro il Parma e a Gatti contro il Milan. Giocatori considerati sacrificabili, spesso ai margini del progetto, che all’improvviso diventano protagonisti quando servono soluzioni rapide. Nel caso del kosovaro, la differenza è che la sua prestazione al Sassuolo non coincide con una vittoria, bensì con una sconfitta che complica ulteriormente la situazione in Europa League.

La stagione precedente aveva offerto ben pochi spunti incoraggianti. In 525 minuti di campo aveva segnato zero gol e zero assist, con una sola presenza da titolare. L’occasione più clamorosa era arrivata contro il Galatasaray in Champions League, quando una sua mancata conclusione avrebbe potuto portare la Juventus agli ottavi. Eppure, nonostante i numeri deludenti, i tifosi bianconeri avevano mantenuto una certa simpatia nei suoi confronti per le sue giocate funamboliche e per il soprannome “zeppetta” affibbiatogli da Spalletti. Quella simpatia si è trasformata in speranza concreta solo nella notte di Reggio Emilia.

Averlo ritrovato finalmente incisivo rappresenta un punto di partenza, anche se tardivo e parziale. Il doppio impegno settimanale e gli infortuni che hanno colpito la rosa avrebbero reso Zhegrova prezioso in tutte le competizioni, ma l’esclusione dalla lista Uefa lo trasforma in una risorsa esclusivamente domestica.

Nei prossimi mesi la Juventus dovrà capire se questa doppietta al Sassuolo rappresenta il vero inizio di una stagione di riscatto o soltanto un episodio isolato in cui il kosovaro è riuscito a concentrare la sua qualità nel giro di novanta minuti. Il calciomercato di gennaio avrà la responsabilità di chiarire ulteriormente il suo futuro, mentre Zhegrova continuerà a giocare in Serie A in attesa di una possibile nuova occasione.

Redazione SpazioJ
Gestione cookie