George Atangana, agente di Kessié, ha contestato pubblicamente le dichiarazioni di Giovanni Carnevali sulla mancata trattativa con la Juventus, ricostruendo nei dettagli la vicenda estiva.
Kessié ha aspettato la Juventus che non ha affondato: la ricostruzione dell’agente
L’agente dell’ex Milan e Barcellona smonta punto per punto la narrazione della Juventus. Secondo Atangana, Kessie non ha rifiutato i bianconeri per mancanza di desiderio, ma per una questione di dignità professionale e di considerazione reciproca.
Il centrocampista aveva già deciso di sposare il progetto bianconero quando il suo contratto era scaduto. Ha rifiutato proposte da altri club, alcune economicamente anche superiori, pur di mantenere aperta la strada verso Torino. Ha aspettato settimane intere, accettando di ridimensionare le proprie richieste economiche per venire incontro alle esigenze finanziarie della Juventus.
Il nodo della vicenda emerge dalla tempistica. La proposta concreta dei bianconeri è arrivata solo negli ultimissimi giorni di mercato, quando ormai il calciatore aveva già fatto altre valutazioni. Atangana sottolinea che il dialogo avrebbe dovuto rimanere attivo durante tutta l’estate, soprattutto se la Juventus aveva realmente interesse. Invece, il Club ha mantenuto una distanza che il centrocampista ha interpretato come mancanza di vera determinazione nel concludere l’operazione.

Il limite della pazienza: quando aspettare diventa umiliazione
Qual è il discrimine tra lealtà e autolesionismo? Secondo l’agente, Kessie ha raggiunto il punto limite quando ha capito che la Juventus non stava negoziando seriamente. Il calciatore ha deciso di interrompere la trattativa non perché volesse meno la maglia bianconera, ma perché riteneva di meritare una considerazione che il Club non stava offrendo. Atangana cita un proverbio africano: desiderare profondamente qualcosa non significa essere disposti ad accettarla a qualsiasi prezzo.
L’agente respinge anche l’accusa implicita di Giovanni Carnevali di aver sabotato la trattativa. Afferma che il suo ruolo non è convincere il giocatore ad accettare proposte inaccettabili, ma negoziare cercando un equilibrio tra aspettative economiche e valutazioni tecniche.
La ricostruzione di Atangana modifica completamente il quadro della trattativa. Non è una storia di scarso interesse del calciatore verso la Juventus, ma di tempistiche sbagliate e di mancanza di tempestività da parte del Club nel formalizzare un accordo.
Kessie ha scelto l’Atalanta non come ripiego, ma come conseguenza logica di una Juventus che non aveva dimostrato la determinazione necessaria per concludere. La prossima mossa sulla gestione del calciomercato della Juventus dipenderà da come risponderà Carnevali a questa versione dei fatti.
