Manuel Locatelli, in un’intervista rilasciata a Rivista Undici, ha raccontato il suo amore per la Juventus. Non è mancato un passaggio fondamentale della propria carriera: il rifiuto all’Arsenal per vestire il bianconero. Il centrocampista ha raccontato anche un retroscena familiare su Nedved.
Locatelli e l’Arsenal: il rifiuto per restare alla Juventus
La decisione di Locatelli non è stata dettata da calcoli economici o opportunità sportive momentanee. È stata una scelta totalmente di cuore, come ha dichiarato lo stesso centrocampista in un’intervista a Rivista Undici. L’Arsenal rappresenta una squadra di grande prestigio, con una storia importante e un campionato di altissimo livello. Eppure il giocatore ha preferito aspettare la Juventus, rifiutando qualsiasi alternativa proposta dai suoi agenti:
“L’Arsenal è una squadra incredibile, con una grande storia, in un campionato importantissimo. Ma io volevo solamente la Juve, e la volevo già da un anno quando ci ero andato molto vicino. Non volevo ascoltare nessun’altra offerta, i miei agenti impazzivano: mi proponevano altre squadre, e io dicevo di volere solo la Juve” – ha dichiarato Locatelli.
La passione per i colori bianconeri affonda le radici nell’infanzia di Locatelli. Tutta la sua famiglia tifava Juventus, e lui stesso crebbe ammirando campioni come Del Piero e Nedved:
“Mi ero fissato tantissimo, quando ero piccolino chiedevo a mia mamma se avessi le gambe come lui, un po’ storte”, ha raccontato riferendosi al centrocampista ceco. Questo legame emotivo ha prevalso su ogni altra considerazione quando la Juventus ha bussato alla porta.

Dal Milan alla Juventus: il percorso di crescita del centrocampista
Il cammino di Locatelli verso il successo è stato tutt’altro che lineare. Ha compiuto tutta la trafila nel Milan, club che considera ancora una parte importante della sua storia calcistica:
“Ringrazierò sempre il Milan: ho fatto tutta la trafila, è stata casa mia, e ringrazierò sempre Montella per avermi dato fiducia. Su di me c’erano delle aspettative enormi e dentro di me sembravano ancora più grandi, soprattutto dopo quel gol alla Juve. Questa è una cosa che mi ha frenato e non ero neppure in grado di mettermi in discussione: molte volte davo la colpa agli altri e cercavo degli alibi. Sicuramente ho sbagliato tanto in quel periodo, ma credo anche di non essere stato aiutato”.
Dalla Juventus, Locatelli ha trovato l’ambiente ideale per completare la sua maturazione calcistica. La pazienza bianconera e la struttura del club gli hanno permesso di trasformare la frustrazione in determinazione.
