Pierre Kalulu, Andrea Cambiaso, Manuel Locatelli e Khephren Thuram (quest’ultimo in lavoro personalizzato) sono i pilastri confermati. Lloyd Kelly resta centrale, ma il suo permanenza dipende dall’arrivo di un difensore mancino. Il resto del gruppo è già etichettato come esubero. La rosa è gonfia, ma il cantiere è aperto.
Otto partenze già programmate: Di Gregorio, Arthur e Openda verso l’addio
Secondo La Gazzetta dello Sport, la dirigenza ha identificato otto nomi destinati a partire. Michele Di Gregorio, Joao Mario, Daniele Rugani, Jonas Rouhi, Arthur Melo, Fabio Miretti, Lois Openda e Arkadiusz Milik lasceranno Torino entro fine agosto. Non è questione di se, ma di quando e come. Altri profili restano in sospeso, in attesa di offerte concrete. L’obiettivo è alleggerire prima di completare gli acquisti.
La strategia della Juventus è lineare: liberarsi di chi non è al centro del progetto, creare spazio salariale, poi investire. Spalletti ha chiesto almeno tre o quattro innesti di livello, prioritariamente portiere, difensore e attaccante. Senza queste uscite, nessun movimento in entrata può concretizzarsi. Il mercato in uscita è la chiave che sblocca tutto il resto.

Quanto tempo serve per completare la rivoluzione?
Quando arriveranno i rinforzi richiesti da Spalletti? La dirigenza lavora su più fronti simultaneamente, ma dipende dalle uscite. Kolo Muani rimane la priorità d’attacco, insieme a profili come Sorloth, Oyarzabal e Balogun. Sul portiere le conferme si moltiplicano. Però ogni affare in entrata è bloccato finché i giocatori in esubero non trovano una sistemazione. Le prossime due settimane saranno decisive: se le partenze si concretizzano, anche gli acquisti accelereranno.
La Juventus non può permettersi ritardi. Spalletti ha bisogno di tempo per integrare i nuovi e costruire la squadra che immagina. Ogni giorno di mercato fermo è un giorno perso di preparazione.
