Dusan Vlahovic ha contattato direttamente la Juventus per riaprire le trattative dopo lo strappo di giugno. La richiesta è di 8 milioni annui, la Juventus ne offre circa 6.
Vlahovic e la Juventus: la chiamata che cambia tutto
Lo stallo del calciomercato estivo si spezza con una mossa inattesa. Secondo Tuttosport, l’attaccante serbo ha contattato personalmente la dirigenza bianconera senza intermediari, proponendo di risedersi al tavolo negoziale. La decisione arriva dopo il rifiuto della proposta del Besiktas e l’assenza di alternative credibili sul mercato europeo.
La frattura di inizio giugno aveva radici profonde. Lo scontro economico—riassunto nella provocazione di Vlahovic: “Ma posso mica guadagnare come David?”—aveva creato una spaccatura che pareva insanabile. Oggi quella tensione si trasforma in opportunità di negoziazione concreta. Luciano Spalletti ha dato il suo benestare, felice di continuare a lavorare con il centravanti a patto che l’ingaggio non generi squilibri nello spogliatoio.

I numeri della trattativa: ingaggio e commissioni sul tavolo
La strada verso l’accordo passa per cifre precise e divisioni complicate. Vlahovic chiede 8 milioni di euro annui; la Juventus offre fino a circa 6 milioni, una distanza di quasi 2 milioni che richiede concessioni da entrambe le parti. Le commissioni destinate al padre Milos restano un dossier aperto, con le due sponde ancora distanti su importi e modalità di pagamento.
Il giocatore intanto continua ad allenarsi ad alta intensità con un preparatore personale, mantenendo i contatti coi compagni. Questo dettaglio non è marginale: segnala una volontà concreta di restare nel progetto bianconero. Il raduno ufficiale è fissato al 13 luglio, una scadenza che potrebbe diventare simbolica se la trattativa si conclude prima.
Quali sono gli ostacoli reali alla firma? Oltre alle cifre sull’ingaggio, la Juventus deve verificare che l’accordo non crei conflitti negli equilibri salariali dello spogliatoio. Carnevali e Massara gestiscono la trattativa con cautela, consapevoli che un errore economico potrebbe destabilizzare la squadra di Spalletti.
