Jhon Lucumì rappresenta la risposta tattica di Spalletti alle lacune difensive della Juventus: il colombiano possiede il piede educato che manca ai centrali attuali.
Lucumì e la costruzione dal basso: l’esigenza di Spalletti
Luciano Spalletti ha individuato in Jhon Lucumì il profilo ideale per trasformare la difesa bianconera. Non si tratta di una semplice operazione di mercato, ma di una scelta consapevole dettata da un’esigenza tattica precisa.
Lucumì dispone di un piede sinistro estremamente educato e di un’abitudine consolidata nel gestire la pressione avversaria partendo dalle retrovie. L’esperienza al Bologna lo ha forgiato proprio su questo aspetto: il centrale colombiano è stato spinto a ripulire ogni pallone direttamente dai piedi, sviluppando una fluidità di manovra che contraddistingue i migliori difensori moderni.

La prestazione che ha convinto Spalletti: il 19 aprile allo Stadium
Durante lo scontro diretto del 19 aprile tra Juventus e Bologna, Lucumì ha messo in campo una prestazione monumentale in marcatura e lettura del gioco. Quella partita ha inciso profondamente sulla valutazione del tecnico bianconero.
Le qualità difensive del colombiano non si limitano al possesso palla: il giocatore eccelle nei duelli individuali e nella gestione tattica dello spazio. Quell’occasione ha fornito a Spalletti una certezza: il centrale ha la personalità e il carisma indispensabili per reggere il peso di una maglia difficile come quella della Juventus.
Qual è il vantaggio strutturale di Lucumì rispetto ai difensori attuali? La sua natura di mancino naturale consente di affiancare Bremer con una configurazione che offre equilibrio e fluidità. Un centrale sinistro accanto a Bremer garantisce sia solidità nei duelli sia una manovra più dinamica, regalando al centrocampo bianconero opzioni di passaggio più variegate rispetto alle soluzioni attuali.
