In casa Juventus il doppio naufragio per Alisson e Robertson ha spiazzato sia Spalletti che Elkann. Due operazioni date per avanzate che si sono dissolte nel nulla, rivelando crepe pericolose nella gestione del mercato bianconero.
Alisson e Robertson: il cortocircuito che ha esposto la Juve
Come rivela Tuttosport, il portiere brasiliano aveva ricevuto tempo fino al Mondiale per forzare la mano con il Liverpool, ma i Reds hanno alzato il muro. Robertson, invece, ha scelto il Tottenham dopo un evidente cortocircuito tra gli uomini mercato della Continassa e gli agenti dello scozzese. Due colpi possibili che si sono trasformati in un fallimento, lasciando Spalletti e la proprietà completamente spiazzati. Il parallelo con gennaio è inquietante. En-Nesyri era stato annunciato come imminente, poi ha scelto diversamente. Ora Alisson e Robertson. Tre indizi legati agli insuccessi fanno una prova schiacciante: i tempi e i metodi del mercato bianconero non sono efficaci.

Elkann a Comolli: basta errori, serve concretezza
Durante l’incontro di ieri, la proprietà è andata dritta al punto. Elkann ha chiesto una sola cosa: fatti, non parole. Il riferimento a Comolli è esplicito. L’amministratore delegato ha scelto di togliere la maschera martedì con un mea culpa, riconoscendo una stagione che lo stesso Comolli ha definito come “fallimentare”. Ma le intenzioni non bastano più. Tuttosport sottolinea che Elkann ha confermato Comolli nel suo ruolo, però con un avvertimento chiaro: altri casi simili a quelli di Alisson e Robertson non saranno ammessi. La fiducia ha un limite e il mese di giugno assumerà importanza notevole nei ragionamenti della proprietà.
Spalletti centrale nelle scelte, Elkann lo appoggia
Nel summit il tecnico ha ribadito con forza la volontà di essere protagonista nelle mosse di mercato, nella condivisione di nomi e caratteristiche. Elkann ha appoggiato questa visione perché si fida di Spalletti, si è entusiasmato della proposta di gioco della Juve e sa che è l’unico uomo di calcio al quale potersi aggrappare in questo momento. Una scelta che ridimensiona il ruolo di Comolli sul piano tattico, anche se l’amministratore delegato mantiene le leve operative.
Spalletti è consapevole della fase di spending review che la Juventus vive, al pari di altri top club italiani. Sta persino digerendo la fumata nera per il rinnovo di Dusan Vlahovic: certe cifre non sono più da Juve. L’allenatore concederà altro tempo al club, ma aspetta risposte forti. Ha bisogno di 5-6 rinforzi per rendere la Juventus competitiva nella prossima stagione. Le operazioni di mercato devono essere concrete e tempestive, non annunci che si dissolvono nel nulla come accaduto con Alisson e Robertson.
