Juve, senza Champions è un guaio: i nomi dei BIG che possono partire

Juve, senza Champions è un guaio: i nomi dei BIG che possono partire
La squadra della Juventus esulta

Le ultime settimane di campionato peseranno come macigni non solo sulla classifica, ma sull’intero progetto tecnico della Juventus. La qualificazione alla prossima Champions League è fondamentale: senza il quarto posto, i conti non tornerebbero.

Il buco da 60 milioni che cambia i piani

La mancata qualificazione alla Champions League toglierebbe alla Juventus almeno 60 milioni di euro, cifra altissima che rimetterebbe in discussione l’intera strategia di mercato. L’obiettivo dichiarato è costruire una Juventus competitiva per lottare per lo scudetto nella prossima stagione, ma senza i fondi garantiti dalla Champions League le risorse necessarie semplicemente non ci sono.

E allora il meccanismo si inverte: invece di comprare, si è costretti a vendere. Partendo dal presupposto che Yildiz è considerato l’unico intoccabile, secondo La Gazzetta dello Sport tutti gli altri potrebbero dunque partire di fronte alla giusta offerta.

Gleison Bremer, difensore della Juventus nel modulo tattico di Spalletti
Gleison Bremer, pilastro della difesa a tre juventina con Spalletti. Fonte: Ansa – SpazioJ

I nomi sul banco: da Kalulu a Thuram, passando per Cambiaso

Il vero problema è capire chi, concretamente, potrebbe finire sul mercato. Oltre a Bremer, la Vecchia Signora sta valutando le cessioni di Kalulu, Thuram, Cambiaso e Conceicao.

Insomma, Spalletti si trova in un momento delicatissimo della stagione. Ogni punto in meno in classifica può fare la differenza sul mercato, sia in entrata che in uscita. Le prossime settimane diranno se la Juventus riuscirà a evitare lo scenario peggiore, o se l’estate sarà piena di addii.

Orgogliosamente flegrea, porto nel giornalismo la tenacia tipica delle mie radici di Pozzuoli. Lavoro dal 2018 per il network Nuovevoci, occupandomi di sport e comunicazione a 360 gradi. Dopo aver approfondito la mia formazione con due Master, tra cui quello alla Cattolica di Milano, ho scelto di applicare il rigore dell'analisi sportiva al racconto della Juventus. Scrivere delle grandi realtà del calcio nazionale è per me la naturale evoluzione di un percorso nato per amore di questo sport.

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