Sei qui: Home » Editoriale » Juventus e Villarreal: quando programmare conta più dello spendere tanto per spendere

Juventus e Villarreal: quando programmare conta più dello spendere tanto per spendere

Quando a Nyon era uscita la pallina del Villarreal, in casa Juventus si guardava con ottimismo al passaggio del turno. Il primo posto ottenuto nel girone con il Chelsea campione d’Europa e l’aver pescato una tra le squadre sulla carta più “abbordabili”, avevano fatto presagire l’idea di poter raggiungere i quarti di finale, dopo i due precedenti mancati. Inoltre, l’innesto da circa 70 milioni di Dusan Vlahovic e la serie di risultati utili consecutivi in campionato avevano dato un’ulteriore iniezione di fiducia. Alla fine, però, ha parlato il campo.

Juventus Villareal Rose

Il Villarreal, dal valore di 463 milioni della rosa e con un monte ingaggi da 56,1€ netti, ha meritato di passare nel doppio confronto.

Va innanzitutto affermato che il percorso degli spagnoli è più avanti rispetto a quello bianconero: Unai Emery siede sulla panchina del ‘Submarino Amarillo’ dal 23 luglio del 2020 e ha già portato un’Europa League in bacheca, vinta lo scorso anno contro il favoritissimo Manchester United. Grazie ai ricavi economici di quest’ultima, il Villarreal ha deciso di investire 23,5 milioni su Arnaut Danjuma dal Bournemouth, affiancandolo a Gerard Moreno, attaccante titolare della Nazionale Spagnola, arrivato nel 2018. Infine, gli acquisti di Parejo e di Raul Albiol nel 2020, hanno reso la squadra un mix di giovani ed esperti.

La Juventus, a differenza, negli ultimi tre anni ha adottato una politica diversa. Il continuo cambio in panchina con Sarri, Pirlo e Allegri, non ha permesso di avere quella continuità di gioco e di progetto che aveva caratterizzato la Juventus fino al primo ciclo allegriano.

Al centro delle critiche c’è però il mercato. L’acquisto di Cristiano Ronaldo si è rivelato alla lunga sbagliato, condannando i bianconeri a bilanci in rosso. Oltretutto, non possono passare sotto la lente d’ingrandimento gli acquisti a parametro zero, Rabiot e Ramsey su tutti. Strappati ad altre squadre per uno stipendio o una commissione più alta, hanno bloccato il mercato bianconero a causa, appunto, di un ingaggio molto elevato, impedendo alla Juventus di acquistare un top player a centrocampo, vera lacuna nella rosa bianconera

LEGGI ANCHE:  Il giornalista al veleno sulla Juve: "Haaland in Primavera, Kulusevski titolare!"

L’acquisto di Vlahovic a gennaio, ha portato entusiasmo e soprattuto la rosa dei bianconeri a un valore di 564€ milioni e il monte ingaggi che supera i 100 milioni di euro (107,3€ netti). Ciononostante, l’eliminazione in Champions ha fatto perdere 90 milioni di potenziale incasso che avrebbero potuto aiutare dal punto di vista economico.

Nonostante nove partite in campionato ancora da giocare e una Coppa Italia all’orizzonte, in estate si prepara una rivoluzione dalle parti della Continassa. I nove milioni di stipendio di Allegri e il suo lungo contratto fanno prevedere che lui rimarrà al suo posto ma pedine importanti come De Ligt e soprattutto Dybala, rischiano di dire addio alla Juventus.

Francesco Scanu