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Caso plusvalenze, Juve nei guai: le accuse

Non si ferma il caso plusvalenze. La Stampa di questa mattina riporta le accuse degli investigatori federali ad alcuni dei club coinvolti nell’indagine, tra cui i bianconeri.

Dal 31 marzo 2019 alla stessa data del 2021 la società Juventus avrebbe, nella persona del presidente e di altri componenti del Cda tra cui Nedved e Arrivabene, “contabilizzato plusvalenze fittizie per 60,3 milioni di euro.” Questi sono stati ricavati da 32 operazioni realizzate prima da Paratici e poi dal suo successore Cherubini.

Paratici e Nedved

Nei valori dei singoli affari avrebbero “indicato un corrispettivo superiore al reale in attuazione di un unico disegno finalizzato a commettere le condotte illecite ascritte al cda della società” e comunque “a far apparire minori o maggiori perdite.”

Agnelli viene accusato di aver “redatto, sottoscritto e approvato le situazioni trimestrali nel lasso di tempo preso in considerazione.” Oltre ad aver “approvato le stesse senza aver espresso dissenso a quelle irregolarità idonee ad alterare i conti sociali.”

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Simone Borghi