Paulo, talento e sacrificio

Paulo, talento e sacrificio


Esistono calciatori che hanno compiti più difensivi, altri che hanno l’obiettivo di segnare più e più gol: poi, ci sono quei giocatori che sembrano fatti apposta per insegnare il calcio a chi lo guarda, da tifoso o meno. Uno di questi si chiama Paulo Dybala, soprannominato “La Joya”, in italiano Il Gioiello.

L’argentino sta diventando sempre più fulcro fondamentale di questa Juventus, giocatore capace di essere vero e proprio (ed a volte unico!) raccordo tra difesa, centrocampo ed attacco. Massimiliano Allegri gli sta cucendo addosso un nuovo ruolo “a tutto campo” e la straordinaria tecnica di Paulo, abbinata all’altrettanta intelligenza calcistica, lo stanno definitivamente plasmando. Le parole di Allegri nel post-partita, d’altronde, sono chiare: “Dybala? È dispiaciuto perché non trova il gol, ma se continua su questa strada diventerà una pedina straordinaria. In questo momento pensa che da quella posizione è meno efficace, ma deve continuare su questa strada e anche stasera tecnicamente è stato ottimo”.

102 palloni toccati.

3 tiri (2 in porta, 1 fuori).

73/78 passaggi completati (93,6%).

24/26 passaggi nella trequarti offensiva.

6 occasioni create.

3/5 dribbling riusciti.

6 palloni recuperati.

2/4 cross riusciti.

Dati della partita di ieri sera che dimostrano comunque come l’argentino resti fondamentale nella manovra offensiva bianconera, con la sua capacità di saltare brillantemente l’uomo e di saper creare nitide occasioni da gol: ne è prova lo splendido assist per il gol di Emre Can, slalomeggiando in mezzo a quattro avversari.

Pur non essendo un marcantonio, grazie a questa nuova vocazione da “centrocampista aggiunto” Paulo sta imparando anche ad usare il fisico non solo in fase di protezione del pallone, ma anche quando si tratta di recuperarlo: ieri sera è stato protagonista di alcuni recuperi palla da applausi convinti di tutto lo Stadium, degni del miglior guerriero Mandzukic.

Una statistica che può risultare preoccupante – anche se non necessariamente – è quella che riguarda invece i tiri in porta: per un giocatore del suo valore, solo due tiri in porta a partita sono davvero pochi. È chiaro che se la squadra vince e convince il risultato è altrettanto appagante, ma vedere più spesso il gol La Joya, anche in questo nuovo contesto tattico, probabilmente gli darebbe ancora più convinzione e Paulo potrebbe fare un ulteriore salto di qualità.

E che qualità.

A cura di Federico Brollo