L'Uragano bianconero e la ricerca della perfezione

L’Uragano bianconero e la ricerca della perfezione


Presupposto base: è una grande Juve, comunque. Vince, dilaga, convince, riscopre uomini dimenticati, vedi il fenomeno Costa, in grande spolvero da qualche partita. È una Juve dominatrice e senza freni: travolge tutto ciò che le si pone davanti. È un uragano.

Eppure Allegri conosce il mondo del calcio alla perfezione e sa, anche, che alla sua Madama manchi qualcosa. Le gestione delle partita ancora non è perfetta: i bianconeri alzano, sì, il ritmo a proprio piacimento, ma dovrebbero dare continuità alle loro azioni durante tutto l’arco dei ’90. Molto spesso aspettano l’avversario e lasciano il pallino del gioco. Un perfezionista come il Conte Max non condivide questa filosofia e tenterà ogni strada per migliorare la sua Juve anche in questo.

URAGANO A TRE FACCE

Sì, proprio così: 433, 4231, 442, anche 343, la Vecchia Signora ha a disposizione vari moduli e riescono tutti alla perfezione. Il risultato non cambia, così come la prestazione, sia a livello di collettivo che di singoli. In primis perché la rosa è qualitativamente eccezionale in ogni suo elemento; chiunque giochi è una certezza. Rugani è l’esempio più recente. In secundis grande merito va ad Allegri, capace di rasentare la perfezione a livello tattico. L’ex Milan, infatti, nonostante le continue e assolutamente ingiuste critiche, continua a migliorare la Juventus. I risultati dicono tutto, o quasi; tuttavia le capacità tattiche di Mister Max sono da far invidia a chiunque. Uno stratega- in questo ricorda molto Mou come preparazione della partita- che studia tutte le soluzioni possibili e non lascia nulla al caso. E questa dovrà essere la stagione della definitiva consacrazione per tutti: il primo obiettivo, la Supercoppa, è già in bacheca. Il campionato prosegue senza intoppi, così come l’ottavo di CI. Poi sarà la volta della maledetta e lì Allegri e squadra dovranno dare tutto quello che hanno, a livello tattico, tecnico ma soprattutto umano.

Merito, chiaramente, anche ai calciatori che entrano in campo sempre con la mentalità giusta: affamati, senza concedere nulla a nessuno, facendo le cose in maniera semplice, senza strafare. Merito, poi, alla dirigenza che ha costruito una macchina quasi perfetta in ogni reparto tra esperienza e assoluta qualità. I numeri, nel calcio e nella vita, dicono tanto: 24 vittorie su 28 partite giocate in questa stagione, con due pareggi e due sconfitte, quest’ultime in CL.

Un uragano. Non ci sono altre definizioni per la Juventus, al momento. Con una quantità di soluzioni tattiche, a disposizione, da far paura. Con calciatori in costante crescita e voglia di migliorare il proprio livello, per poi alzare quello della squadra. Un coro in una sola direzione con un eccellente direttore d’orchestra, che conosce i suoi strumenti e li fa cantare nel miglior modo possibile. E’ questa la forza di Madama: l’unione di intenti, nonostante le forti individualità. Un gruppo solido e senza crepe. Adesso servirà l’ultimissimo tassello per diventare macchina perfetta: continuità e ritmo per tutto l’arco, o quasi, della partita, senza troppi momenti di pausa. Perchè essere umani è meraviglioso, con le debolezze e le paure dei casi, ma essere paragonati alla perfezione è quanto di più difficile possa esistere. Un’impresa per pochi.

Alla costante ricerca dell’inesistente perfezione.