Juve-Manchester United: l'analisi sui nostri avversari

Juve-Manchester United: l’analisi sui nostri avversari


Sedici anni dopo l’ultima volta, Juventus e Manchester United tornano ad affrontarsi per dare vita a quella che si prospetta come la sfida più affascinante e spettacolare del girone. A tutti gli effetti un super classico del calcio europeo, già decisivo in chiave qualificazione. 

Lo United che andrà in scena questa sera all’Old Trafford, è una squadra che ha nella fisicità la sua principale forza. Nel 4-3-3 di Mourinho, è il centrocampo ad incarnare al meglio questa caratteristica. Giocatori come Matic e Pogba, capaci di abbinare quantità e qualità, proveranno sin da subito a imporre il proprio ritmo al match. Sarà quindi importante mantenere il pallino del gioco sull’asse Bonucci-Pjanic. 

I red devils hanno già dimostrato di essere una squadra cinica, capace di incassare in attesa di un calo avversario. L’esempio lampante è stata la sfida di sabato contro il Chelsea. Partita in cui ha subito la manovra di Sarri nella prima ora di gioco, per poi rimontare in appena dodici minuti. Dunque sfruttare le occasioni e limare i cali di concentrazione determinerà il risultato finale. Cali di concentrazioni che dovranno essere evitati sopratutto su palle alte e calci piazzati. Tre dei cinque gol subiti dai bianconeri sono arrivati da queste situazioni. Contro una squadra che dispone di una batteria di saltatori capeggiata da Lukaku, anche il minimo spazio potrebbe risultare fatale. L’assenza di Mandzukic rappresenta, da questo punto di vista, una brutta tegola per Allegri. Attenzione anche ai contropiedi, con Cancelo ed Alex Sandro che saranno chiamati a fronteggiare la velocità di Rashford e Martial. Il tecnico livornese, dal canto suo, potrà sfruttare la difesa “ballerina” dei red devils. La linea a 4 formata da Young, Smalling, Lindelof e Shaw ha concesso ben 16 reti in appena 9 giornate di Premier. Nelle prime due uscite europee, contro Young Boys e Valencia, sono però riusciti a mantenere la porta inviolata. Sintomo di un’attenzione che sale in base al livello della partita.

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I presupposti fanno pensare ad una sfida maschia, in cui la paura di perdere potrebbe condizionare entrambe le squadre. Un pareggio non sarebbe un cattivo risultato per la Juventus, ma solo una vittoria le permetterebbe di chiudere virtualmente il discorso qualificazione. La palla passa ora al campo, giudice sovrano.

Giuseppe Lo Porto

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