L'inchiesta di 'Report': ci saranno reali novità?

L’inchiesta di ‘Report’: ci saranno reali novità?


‘Report’, programma di Rai 3, ha annunciato nei giorni scorsi una puntata incentrata sulla Juventus. Un trailer accattivante, in cui si parte dalla morte di Raffaello Bucci, datata 7 luglio 2016. Il conduttore Sigfrido Ranucci ha annunciato, in alcune interviste, che ciò che vedremo sarà un “quadro impressionante di rapporti della dirigenza con i tifosi”. Tutto ciò ricorda qualcosa. Perché i più attenti ricorderanno che l’anno scorso ci sono stati ben due processi sulla falsariga di quello che il programma della televisione nazionale vuole raccontare.

UNA BREVE CRONISTORIA

Dopo la morte di Bucci, la Procura di Torino ha aperto il processo penale denominato ‘Alto Piemonte’. È bene ricordare che, in quest’ambito, la Juventus e i suoi dirigenti non sono mai stati sul registro degli indagati. Il presidente Andrea Agnelli è stato ascoltato al Palazzo di Giustizia di Torino il 15 maggio 2017 in qualità di testimone, sostenendo di aver incontrato qualche volta Rocco Dominello ma di non essere mai stato sottoposto a pressioni. Il 29 settembre 2017 è arrivata la sentenza: per il gup di Torino i dirigenti bianconeri erano inconsapevoli dei rapporti che la curva bianconera aveva con la malavita organizzata.

Contestualmente si apriva anche un procedimento sportivo. Il 15 marzo 2017, il procuratore federale Giuseppe Pecoraro deferiva Andrea Agnelli per aver incontrato esponenti della malavita organizzata favorendo consapevolmente il bagarinaggio. Dopo qualche mese di indagini e incontri con la Commissione Antimafia, da cui emerse anche che una delle intercettazioni chiave dell’accusa praticamente non esisteva, il 25 settembre 2017 Andrea Agnelli veniva inibito per 12 mesi. La parziale vittoria del presidente della Juventus divenne effettiva il 19 dicembre, quando alla Juventus venne comminato soltanto un turno di squalifica per la Tribuna Sud e l’inibizione al presidente annullata.

LE DICHIARAZIONI DI RANUCCI

Nel corso di un’intervista a ‘Te la do io Tokyo’, Sigfrido Ranucci ha ancora rincarato la dose portando altre succulente news. Tra le dichiarazioni più importanti notiamo che il conduttore di ‘Report’ parla di “soldi sul conto di Bucci che potrebbero derivare dai biglietti” e che “Bucci aveva il telefono sotto controllo ma i server prima della sua morte non funzionavano”. Le informazioni sono ovviamente corrette, ma erano già di dominio pubblico e, soprattutto, sono già state vagliate dalla giustizia penale, che come abbiamo già detto in precedenza, ha fatto il suo corso circa un anno fa.

MAROTTA E IL PROVINO

Un’altra anticipazione importante, che arriva sempre dal trailer del programma. Giuseppe Marotta e Rocco Dominello si sarebbero incontrati e quest’ultimo avrebbe chiesto all’oramai ex amministratore delegato della Juventus di far fare un provino a un ragazzo, rivelatosi poi figlio di un’esponente della malavita organizzata. Novità incredibile? Assolutamente no.

Marotta era stato già ascoltato dagli inquirenti in relazione a ciò, nel lontano luglio 2016 (parliamo dunque di più di due anni fa!) e queste erano state le sue dichiarazioni: “Non so cosa sia il clan Pesce-Bellocco. Mi hanno chiesto di fare un provino a un giovane e l’ho segnalato ai miei dipendenti, non sapevo che Rocco Dominello fosse della ‘ndrangheta e non ho mai avuto pressioni. Ci sarà stata questa richiesta, ma io ho 40 dipendenti non mi occupo di provini e può darsi alla fine lo abbiamo fatto. Però posso dire che non l’abbiamo preso” . Queste parole, che ovviamente sono state analizzate sia dalla Procura di Torino in sede penale che da quella Federale in sede sportiva, non hanno mai portato Marotta sul banco degli imputati, né tantomeno al deferimento.

JUVENTUS ESTERNA

Il quadro racchiude una verità che forse in pochi conoscono, visto la velocità con cui si accosta la società bianconera alla malavita organizzata: la società bianconera e i suoi dirigenti non sono mai stati nel registro degli indagati e, quando sono stati ascoltati, è servito semplicemente agli inquirenti per avere un quadro più completo della storia. Morale della favola: o i bravi colleghi di ‘Report‘ hanno informazioni maggiori rispetto a quanto è emerso da due procedimenti (uno penale e uno sportivo) oppure tutto ciò che andremo a vedere il prossimo 22 ottobre è semplicemente un riepilogo di ciò che già sappiamo. Ma tanto servirà ad avviare la macchina del fango, che in Italia sembra avere una sola direzione.