Il rincaro degli abbonamenti della Juventus è cinicamente logico

Il rincaro degli abbonamenti della Juventus è cinicamente logico


In queste ore sta facendo discutere il listino prezzi per gli abbonamenti all’Allianz Stadium: in generale c’è stato un aumento su ogni settore del 10%. Tanto per fare un esempio, andare in curva per un anno costerà 595 euro, una cifra che fa certamente riflettere prima di sborsarla senza paura. Soprattutto in un periodo in cui il conto di quanto è rimasto nel portafoglio sta diventando uno sport nazionale: quante volte si rinuncia a ciò che desideriamo, quante volte andiamo a risparmiare (per non dire elemosinare), per rincorrere quell’amato hobby chiamato “pagare le tasse, le bollette e l’affitto”?

La Juve diventa un lusso per pochi, se si è in difficoltà economica l’abbonamento allo stadio è certamente una delle prime cose che vengono tagliate. Eppure la tendenza della dirigenza bianconera in questi anni di Stadium è stata quella di aumentare i prezzi ogni giorno sempre di più. Ma se i soldi della gente “comune” non abbondano, per quale motivo si aumentano i prezzi sempre? Di solito questa mossa viene fatta nei momenti di crisi: i prezzi aumentano perché c’è bisogno di più soldi, di conseguenza le persone o si adeguano (il caso della benzina) o ne fanno a meno (mi vengono in mente le sagre, una volta c’era da spintonare per avere un posto a tavola, adesso decisamente di meno).

La Juventus è in crisi? Le ultime stime parlano di un ricavo di 540 milioni, ma di un conto in rosso di 30 milioni (dati ovviamente non ufficiali che verranno resi pubblici in autunno). Potrebbe essere questo il motivo di un rincaro? Non proprio: il trend degli aumenti è stato seguito anche negli scorsi anni quando l’unico rosso di cui preoccuparsi era quello che si trovava sul tricolore.

Qual è quindi la logica? Semplice: se una cosa funziona, i prezzi si possono aumentare. Se le persone continuano a richiedere un determinato prodotto, sempre e comunque, si può pensare di guadagnarci sopra, sempre di più. Questo finché il prodotto richiamerà l’attenzione dei clienti: una mossa del genere da una squadra che fatica a riempire la tribuna sarebbe da suicidio. La Juve ottiene sempre (o quasi) lo stadio pieno, sia contro il Real Madrid che contro il Crotone. Spesso la richiesta di biglietti supera la disponibilità dei posti a sedere. Quindi è chiaro che finché la richiesta per vedere la Juve dal vivo sarà alta, i bianconeri possono decidere il prezzo che vogliono.

Quindi diventa inutile fare i confronti con gli altri club, italiani e non: la Juventus ha il potere di decidere i prezzi. D’altronde, stiamo parlando di una squadra che ha tifosi in ogni dove e che da sette anni vince sempre (Europa maledetta a parte). Le polemiche per gli aumenti tra poco si affievoliranno, cadranno nel dimenticatoio e verranno riprese poi nella prossima estate, quando ci ricorderemo di cosa era successo 12 mesi prima.

La speranza? Che quei soldi in più possano migliorare la squadra per continuare a vincere, magari anche al di là delle Alpi. Se invece si spera in una riduzione dei prezzi… dovrebbe calare il desiderio di vedere la Juventus. Magari ripetendo le imprese di Amauri, Knezevic e Boumsong. A voi la scelta.