SJovani – La top 11 del week-end del settore giovanile della Juventus

SJovani – La top 11 del week-end del settore giovanile della Juventus


Avvenimento storico per il settore giovanile della Juventus che raggiunge le semifinali scudetto con le categorie Primavera, Under 17, Under 16 e Under 15 sia in campo maschile che in campo femminile. Noi di SpazioJ celebriamo quest’evento con la formazione migliore di questo fine settimana; prima però un piccolo recap.

Impresa della Primavera di Dal Canto che strappa la qualificazione alle final four vincendo a Roma (0-1); vittoria netta dell’Under 17 di Pedone che si impone a Vinovo contro l’Inter ottenendo così il pass per la semifinale Scudetto (3-1); qualificazione centrata anche per l’Under 16 di Barone che supera in casa il Novara (2-1).
Schieriamo la Top 11 di questo fine settimana con un 3-4-3.

PORTIERE

Mattia Del Favero (1998) – Ormai il brutto infortunio è alle spalle, il portiere dalle belle speranze è tornato a governare la sua porta. Nella vittoria di Roma non compie miracoli salva risultato, ma guida la difesa con sicurezza e sventa qualche piccola sbavatura dei compagni con grande serenità.

DIFESA

Andrea Adamoli (2001) – Attacca, difende e corre (tanto). Il terzino mancino continua il suo percorso di crescita mostrando contro l’Inter la sua dote più grande: costanti percussioni offensive con le quali sfiora anche la rete.

Paolo Gozzi (2001) – Leader vero. Limita alla perfezione il pericolo numero uno nerazzurro assieme al compagno di reparto, in più avvia con qualità la manovra della squadra dalle retrovie.

Alessandro Tripaldelli (1999) – Gli aggettivi per descrivere il fluidificante mancino sono finiti da un pezzo. Essenziale nello sviluppo del gioco della Primavera di Dal Canto, fondamentale nelle letture difensive che perfeziona partita dopo partita. Pronto per palcoscenici più prestigiosi.

CENTROCAMPO

Davide Di Francesco (2001) – Nel primo tempo è l’uomo in più della formazione di Pedone: con i suoi strappi in velocità è una continua spina nel fianco per la difesa nerazzurra. Da una sua ripartenza nasce la rete del vantaggio dell’Under 17.

Leandro Fernandes (1999) – Dal suo arrivo a gennaio Dal Canto non gli ha più tolto di mano le redini del centrocampo della Primavera. A Roma è protagonista silenzioso: recupera un’enorme quantità di palloni grazie alle sue capacità tattiche. Fa la differenza.

Michael Brentan (2002) – Il direttore d’orchestra dell’Under 16 di Barone regala un’altra solida prestazione. Detta i ritmi della squadra verticalizzando, quando necessario, con facilità. Incredibile la sua capacità di farsi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto.

Nicolò Fagioli (2001) – Mezzala, trequartista, metodista o esterno d’attacco non cambia la sostanza, in qualsiasi posizione è imprendibile per gli avversari. Anche contro l’Inter gol e assist. Funambolico quando elude la marcatura di tre avversari prima di regalare al compagno un passaggio al bacio.

ATTACCO

Arnel Jakupovic (1998) – Un problema muscolare lo ha tenuto lontano dal campo nelle ultime settimane. Per il match di Roma torna a disposizione e Dal Canto lo lancia dal primo minuto azzeccando la scelta. Prima fa tremare la traversa con un bolide dai trenta metri, poi, di testa, segna la rete che vale la semifinale.

Elia Petrelli (2001) – Lo statuario centravanti bianconero non perde il vizio del gol neanche contro l’Inter. È l’emblema della potenza di fuoco di questa Under 17: finalizzatore d’eccellenza ma anche appoggio per la costruzione della manovra della squadra. I nerazzurri non possono evitare la sua ennesima doppietta (la sesta stagionale) che porta il conto delle reti a quota 25 (in 28 presenze). Devastante.

Nicolò Poppa (2002) – La gara di ritorno della sua Under 16 non offriva grandi spunti dopo il poker dell’andata. L’attaccante però, dopo la doppietta a Novara, mette la firma anche sul match di Vinovo con un tap-in alla Pippo Inzaghi.

MVP

Ex aequo, questa volta, per il premio di migliore tra Arnel Jakupovic ed Elia Petrelli. Il primo per la pesantezza della rete siglata, il secondo per la facilità con cui trova la vai del gol.

 

 

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