Juventus e Napoli: chi vince lo scudetto?

Chi vince lo scudetto?


La domanda più ricorrente di queste ore ha una risposta più complessa di quanto possa sembrare.

Lo scudetto NON lo vince la migliore. O, almeno, si tratta una definizione troppo limitante.

Lo scudetto lo vince chi ha più fame.

La rabbia e la determinazione bianconera degli ultimi anni sono il miglior esempio possibile. Se la Juventus fino a ieri divorava gli avversari, oggi lascia spesso qualche sbavatura di troppo.

Qualche segno di usura, mentale e fisica, comprensibile dopo sei anni di successi, dove il Napoli può aggrappare i propri sogni.

La differenza, volendo, sta anche qui:

quella che per i partenopei sarebbe l’impresa, a Torino verrebbe accolta come un ulteriore tassello in un mosaico di successi orfano di un pezzo pregiato.

Lo scudetto lo vince chi sbaglia meno (e quando fa meno male).

E sì, SPAL e Crotone sono due errori clamorosamente gravi. Due errori che, comunque vada, sanno di fine di un ciclo leggendario.

Perché la perfezione non esiste, ma esiste il fuoco negli occhi che arde in chi cerca la vittoria a tutti i costi.

Quello che sarebbe dovuto divampare negli sguardi dei bianconeri – annacquati, invece, da una inconcepibile ricerca del pareggio.

(Che Allegri dica che bisognava prima non perdere, in casa e nello scontro diretto che poteva chiudere la pratica, è oggettivamente sconcertante)

Lo scudetto, insomma, lo vince chi lo vuole di più.

Ora la Juventus, arrivata a un punto di svolta, deve chiedersi se (e quanto) vuole scrivere un’altra pagina di storia.

Una pagina che magari suona meno epica del ritorno al trionfo del Napoli – nonostante l’innegabile fascino del settimo di fila.

Il cuore farà tanto, ora che le gambe reggono meno.

E quello degli azzurri, che vivranno le ultime giornate in uno stato di grazia, sembra davvero battere più forte.

Ma se è vero che “la Juventus è come l’araba fenice”, questa caduta potrebbe essere lo slancio giusto per trovare nuove motivazioni.

A partire da sabato, servirà mostrare un atteggiamento profondamente diverso, nella prima di quattro finali.

Loading...