Si fa presto a parlare di disastro

Si fa presto a parlare di disastro


Smaltita la delusione della partita di ieri, è tempo di reagire a quanto successo e analizzare il tutto con un po’ di sana obiettività, senza incocciare in troppi sentimentalismi inutili. La tristezza provata ieri (ci ho scritto un editoriale neanche 24 ore fa) difficilmente passerà. Probabilmente sarebbe meglio chiamarla amarezza, visto che è un senso che durerà parecchio.

Cardiff, ancora lui, questo nome maledetto che ritorna ancora. Mai ci si sarebbe aspettato di rivivere una serata del genere allo Stadium, dove in pochissimi sono usciti vittoriosi. Eppure ci stiamo dimenticando, forse, di una cosa importante: a vincere non è stata la fantomatica Canavese riportata da Max Allegri nella conferenza stampa pre Milan, né il Collesalvetti. C’era un certo Real Madrid, tre Champions League negli ultimi quattro anni.

Cristiano Ronaldo, Bale, Benzema, Isco, Kroos, Sergio Ramos, Keylor Navas, Modric, Asensio: una rosa che sfiora il miliardo come valore economico. E alcuni di questi ieri erano in panchina. Di certo è impossibile che tutti possano essere in campo, i posti rimangono comunque 11. Una squadra galactica che quest’anno ha pagato un inizio stagione incerto e che probabilmente costerà loro la Liga. Pensare che ad inizio campionato il Bernabeu fu sbancato dal Betis Siviglia, squadra interessante dalla difesa estremamente ballerina: un assedio blanco prima del gol di Sanabria al 90′. E la formazione era quasi la stessa di ieri sera: solo un Bale in più al posto di Benzema.

Stiamo parlando di una delle squadre più forti del mondo, forse dell’intera storia del calcio mondiale. Batterla significa andare incontro ad un’impresa, di quelle da ricordare nell’eternità e raccontarla agli eredi. Se però non succede… si torna sulla normalità. Si torna ai confini più naturali. Eppure la Juventus, nell’era Allegri, qualcosa di buono l’ha fatto: è capitato infatti di sconfiggere sia il Barcellona che il Real Madrid. Come uscire imbattuti contro il Bayern Monaco (anche se a passare sono stati i bavaresi). Le sconfitte sono arrivate solo dalla Spagna (1-0 al Calderon con l’Atletico Madrid, 3-0 con Barcellona e Real Madrid e le finali perse a Berlino e Cardiff). Il resto del cammino vede solo vittorie. E pareggi, ovvio.

La Juventus è una delle squadre più forti del mondo. Ma quel gradino per arrivare più su non è ancora stato fatto. Poi ovviamente c’è ancora da giocare il ritorno, e in caso di passaggio del turno tutti i discorsi fatti varrebbero come un buono sconto del Postalmarket. Saremmo qui a parlare in toni epici di qualcosa di estremo: quest’anno c’è riuscito solo il Barcellona (squadra a caso) a sbancare Madrid per 3-0. Per adesso però, è meglio pensare al Benevento: Iemmello e soci sono decisamente più alla portata. O forse neppure al Vigorito i bianconeri possono stare sicuri?

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