Perché la Juve non può rinunciare a Douglas Costa

Perché la Juve non può rinunciare a Douglas Costa


Allegri e i suoi aspettano la partita di questa sera da quando l’arbitro Brych ha decretato la fine del match d’andata all’Allianz Stadium.
L’iniziale doppio vantaggio, la giocata di Kane, le chances sprecate da Higuain e il colpo di Eriksen che sorprende un non irreprensibile Buffon.
L’allenatore livornese, complici le pesantissime assenze di Dybala e Matuidi, aveva deciso di giocarsela con il sistema di gioco che segnò e cambiò, in positivo, la stagione scorsa schierando Douglas Costa “alla Dybala”. Esperimento non perfettamente riuscito, vista l’abitudine del funambolo brasiliano ad allargarsi sulla fascia e il dominio territoriale, sfruttando gli spazi centrali lasciati dai bianconeri, avuto dai londinesi.

RITORNO AL PASSATO

Questa sera, sotto l’arco di Wembley, il tecnico toscano ritroverà, in terra europea, due pedine fondamentali nello sviluppo dei suoi schemi tattici che tanto sono mancate nella gara di Torino: Matuidi e Dybala. E stando alle ultime indiscrezioni, salgono costantemente ed esponenzialmente le opportunità di rivedere quel 4-4-2 ibrido che permise alla Juve di strappare la vittoria sul terreno del San Paolo di Napoli. Dove Dybala e Higuaín confezionarono rispettivamente assist e gol decisivi, sfruttando però l’incredibile qualità in uscita palla al piede di Douglas Costa.
Liberando il jolly verdeoro dalla gabbia centrale e relegandolo al cospetto di una delle due linee laterali, tenendo anche in considerazione la predilezione degli inglesi nell’occupare le porzioni centrali del campo da gioco, ecco che si ampliano gli spazi in cui l’ala ex Bayern Monaco può mettere in mostra le sue doti di corsa e dribbling.
Pochettino è stato chiaro: “Non cambieremo il nostro modo di giocare per difendere il vantaggio conquistato a Torino”. Gli Spurs attaccheranno, perché la loro natura glielo impone; allora lì Douglas Costa, con le sue capacità nel risalire il campo in pochi secondi, può risultare decisivo vista anche la pigrizia degli inglesi nelle transizioni difensive.

Perciò rinunciare a Douglas Costa dall’inizio, nonostante l’assenza di possibili cambi offensivi dalla panchina, potrebbe diventare un rimpianto nella corsa ai quarti di finale di Champions League.