La (non) firma di Emre Can e quel codice d’onore da rispettare

Marotta
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I lettori bianconeri impazienti giunti fin qui per comprendere quale oscuro futuro si cela dietro al nome di Emre Can si sbaglieranno di grosso. Potrebbero giustamente chiedersi: “A due giorni dalle elezioni politiche, quali motivi ostacolano ancora la firma a parametro zero di Emre con la Juve?”. E capiamo anche benissimo tutti coloro che, anzichè schiarirsi le idee per arrivare preparati alla cabina elettorale la prossima domenica, cerchino in tutti modi nuove informazioni su quella che potrebbe diventare una nuova telenovela in tinta bianconera.

Emre Can firma o no?

Prima di cominciare a fare i nostri preamboli, giungiamo alla cronaca. La Juventus è da quasi un anno che sta lavorando al possibile colpo Emre Can. I flirt dell’estate scorsa hanno portato i bianconeri ad essere considerati come la via preferenziale in attesa della scadenza del contratto.

Il mese di gennaio ha sigillato la preferenza: dopo settimane di lavoro, l’entourage di Emre Can ha stretto un accordo verbale con la Juventus. O meglio, una specie di promessa e parola d’onore per mantenere gli impegni presi verbalmente. Si è parlato anche meglio di cifre, a partire dalla chiusura del mercato invernale. Contratto di 5 anni a 5 milioni netti a stagione, con possibile inserimento di bonus legati alle prestazioni individuali. Sappiamo per certo che i bianconeri hanno anche inoltrato una copia del contratto già impostato ai legali di Emre Can, i quali stanno curando i contatti con l’Italia.

Codice d’onore “europeo”

Ma cosa manca per chiudere il tutto? Ovviamente la firma. E quando arriverà? Ogni giorno dopo il 1 febbraio poteva essere quello buono, ci raccontavano. Tuttavia, la Juventus ha scelto la strada del rispetto di un codice d’onore europeo tra gentiluomini. Emre Can rappresenta per il Liverpool una sorta di bandiera, giocatore fondamentale in tutte le competizioni. Terzi in Premier e ad un passo dai quarti in Champions, i Reds si stanno ancora giocando tutti gli obiettivi stagionali a pieno titolo. Quanto converebbe ad una squadra come la Juventus e ad un giocatore come Emre firmare ora per un altro club? Cosa potrebbe succedere a livello diplomatico?

Se la cinica Juve avesse voluto chiudere Emre il 2 febbraio, lo avrebbe già potuto fare. Tuttavia, il rispetto reciproco e la promessa del tedesco di abbracciarsi a partire da giugno hanno preso il sopravvento. Nessuno stop, nessun ripensamento. La Juve si ritiene molto fiduciosa proprio perchè ha in mano la parola e la promessa di un giocatore con cui ha flirtato da quasi un anno. E non ci sarebbe alcun motivo di fretta per mettere il tutto nero su bianco, rischiando così di compromettere rapporti tra i due club e tra lo stesso Emre Can con il Liverpool. Con il conseguente rischio di incrinare un finale di stagione in cui i Reds si giocheranno molto.

E la concorrenza?

C’è tanta concorrenza, è vero. Marotta lo conferma. Lo confermano anche certi flirt arrivati da altri club europei ben dopo il primo contatto con la Juve. Emre Can ha ponderato giustamente anche queste proposte e lo farà in queste settimane, ma la promessa strappata a gennaio in favore della Juve è stata ribadita anche nelle ultime settimane. Ed è proprio per questo che la Juve non smette di essere fiduciosa poichè ha fatto tutto ciò che doveva e poteva fare. Ora è tutto nelle mani di Emre Can, vero uomo e vero leader. E i veri uomini non tradiscono mai la parola data.