Buffon: "Torno in Nazionale per senso di responsabilità. Il futuro? Ora c'è da stare concentrati"

Buffon: “Torno in Nazionale per senso di responsabilità. Il futuro? Ora c’è da stare concentrati”


Gigi Buffon, ospite di Pierluigi Pardo a Tiki Taka, si racconta a 360 gradi: tra presente, passato e futuro. Tanti i temi trattati: la Nazionale, la Juventus, la Champions, la sfida scudetto e altri ancora. Ecco le parole del capitano bianconero.

PARLA GIGI BUFFON

BUFFON E LA NAZIONALE

“Io pensavo di andare in vacanza qualche giorno con la famiglia, però penso che quando la Nazionale ha un piccolo bisogno, ha una piccola necessità, è giusto rispondere presenti e non disertare, consapevoli e consci del fatto che poi da giugno verranno fatti altri tipi di discorsi. Sì, sicuramente è una forma di fedeltà, è anche un senso di responsabilità. Perchè poi al di là di tutto, da quello  che sarà il mio futuro da giugno in poi, è una spedizione nuova, che si sta accingendo a nascere, e le prime gare non è che siano gare che uno può affrontare con la massima serenità, perchè incontri subito Messi e compagnia, incontri l’Inghilterra in Inghilterra. Magari se c’è anche qualche giocatore esperto che può dire la parola d’aiuto o fare un gesto di conforto, o mettere a disposizione la propria esperienza, io credo che magari inizialmente possa anche fare bene”.

IL FUTURO

“L’unica cosa che devo fare in questo momento è concentrarmi su questo finale di stagione. La cosa che vi posso dire è che sono sicuro e che sono tranquillissimo di quella che sarà la mia scelta, insieme a quella della società, però la comunicheremo quando sarà il momento, adesso è un momento della stagione in cui c’è da stare molto concentrati.  Come dico spesso, credo che per chi vive di emozioni forte come le nostre e ha un ruolo importante come il nostro, smettere di giocare è realmente come una prima morte che subisci, è inevitabile, è uno choc talmente grande, che ti ferma in un’età ancora giovane, un’esperienza talmente bella che tutto il resto sembra non avere valore. Però poi secondo me ti accorgi con calma, con serenità, con coscienza che ci sono tante altre cose che ti possono dare soddisfazione, tante altre cose che se le coltivi ti faranno sentire importante e ti daranno altre gioie”.

IL RAPPORTO CON SZCZESNY 

“Siamo veramente molto amici, siamo molto legati perchè alla fine abbiamo creato un’unione e una collaborazione stupende. Tanto che si vede anche in campo perchè Tek ogni volta che gioca è protagonista in positivo, ci ha regalato tantissimi punti, ci ha permesso di essere ancora lì vicino al Napoli. Lui si vuol far chiamare Tek, perchè tra nome e cognome penso siano impronunciabili e ha trovato una forma per aiutare un po’ tutti”.

IL RINVIO DI JUVE-ATALANTA 

“Ci siamo detti che al di là del tempo che si poteva magari  anche aspettare, diventava veramente pericoloso anche per i giocatori, per l’incolumità dei 22 in campo, perchè si scivolava ogni tre passi. Poi anche la gente che era sugli spalti non volevamo farla attendere magari un’altra ora, ora e mezza, perchè la neve stava cadendo in maniera copiosa. Quindi non c’era dentro di noi la prospettiva e la possibilità che potesse smettere da un momento all’altro. E non volevamo far attendere troppo anche la gente che chiaramente poi doveva tornare  a casa”.

IL NAPOLI E LA SFIDA SCUDETTO

“Sicuramente si stava meglio a +1 psicologicamente e anche matematicamente, questo è inevitabile. Però siamo una squadra, siamo gente da battaglia, da lotta, conseguentemente sappiamo che se quest’anno vogliamo regalarci il settimo Scudetto consecutivo c’è da fare veramente, non dico un miracolo, ma c’è da fare un qualcosa di strepitoso e di straordinario perchè il Napoli non sta veramente regalando nulla. . La cosa che mi è dispiaciuta, e te lo dico proprio da italiano e da amante del calcio, è vedere come il Napoli è uscito da una Coppa che secondo me poteva fare sua e poteva renderlo ancora più protagonista. Perchè poi alla fine si tratta di giocare due-tre partite in più. Una squadra come il Napoli aveva le potenzialità per giocarsi meglio queste carte e arrivare fino in fondo. A differenza di quello che ha detto Ferlaino – che ha detto: ‘Io tiferò la Juve fino in finale e in finale no’ – io avrei tifato il Napoli fino in finale, sperando che la vincesse, perchè una squadra che gioca così bene, che gioca quel calcio lì, è giusto che primeggi”.

LE FINALI DI CHAMPIONS

“Guarda, io sono stato protagonista di tre finali perse. Non so se questo possa incidere, però col Milan hai perso perchè hai sbagliato tre rigori su cinque, una cosa che capita solo a me quando sono in porta, perchè mi è capitato col Milan in finale, con la Germania all’Europeo, ne abbiamo sbagliati tre su cinque, mi è capitato col Napoli che ne abbiamo sbagliati addirittura quattro su 8, cose incredibili (sorride, ndr). Poi negli ultimi tre anni hai incontrato il Barcellona, che purtroppo era una squadra superiore a te, e nonostante questo hai fatto gara fino alla fine, hai perso magari meritatamente ma per episodi. E poi hai incontrato il Real Madrid che è l’unica partita nella quale noi siamo stati un po’ troppo presuntuosi, perchè siamo arrivati a quella gara pensando erroneamente di potercela giocare alla pari, o poter giocare, sciorinare calcio, quanto loro. E se tu con una squadra come il Real Madrid – vedi i nomi –  fai questo tipo di pensiero, vuol dire che hai valutato male l’avversario”.

SU MARIO BALOTELLI

“A prescindere se lo possa ritrovare in campo o meno, sarei felice se Mario tornasse in Italia per il nostro movimento, perchè avrebbe la possibilità di dimostrare che è maturato al 100% e che quello che si intravedeva da ragazzo o da giocatore incompiuto, cioè che poteva essere un campione, finalmente potrebbe dimostrarlo con continuità. Questa deve essere la grande sfida di Mario da qui a quando finirà di giocare. Penso che Mario, per quello che ha fatto e per quello che sta facendo negli ultimi due anni, meriti di essere attenzionato e di essere preso in causa, perchè alla fine si sta sempre parlando di un grandissimo talento che magari non ha mai avuto nella continuità il suo punto forte, però la speranza dell’Italia calcistica è che sia maturato al 100%”.

Luca Piedepalumbo

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