Giaccherini: “Che emozione giocare l’ultima partita di Del Piero con lui”

L’ex Campione d’Italia con la maglia della Juventus, Emanuele Giaccherini, è stato intervistato ai microfoni della Gazzetta Dello Sport. L’attuale esterno d’attacco del Chievo Verona ha parlato, tra le varie cose, del suo passato in bianconero e dell’emozioni provate negli anni a Torino.

SULLA PRIMA DA TITOLARE ALLO STADIUM

“Fui titolare nella prima partita allo Stadium, il giorno dopo Conte mi scrisse un sms: “Ieri si sarebbero spaventati anche grandi campioni, quindi resta sereno e pensa a lavorare. Tu vali di più e soprattutto io da te pretendo di più”. Un grande! E’ stato un onore, a dire il vero, anche figurare tra gli 11 titolari nel giorno dell’addio di Del Piero: fu mio l’assist per il suo ultimo gol… Un’emozione pazzesca!”.

SULLA NAZIONALE

“Ho giocato Euro 2012 e 2016, ma Prandelli sa che nel 2014 avrei meritato il Mondiale. Non gli porto rancore: fu lui a volermi per primo in azzurro”. 

SUL SUO PASSATO DOPO LA JUVE

“Per la Juve la mia cessione era inevitabile: fu una grande plusvalenza. Per me, invece, il contratto della vita: la Premier League è tutta un’altra storia. Sono tornato in Italia e mi sono messo guadagnato la chiamata del Napoli, ma Sarri si era convinto che fossi un esterno. Giocare largo non mi piace e non mi riesce: appena arrivato in azzurro mi feci male, comprarono Rog e Zielinski e automaticamente io non potevo che essere il vice-Callejon”.

SU MAURIZIO SARRI

“Sarri non è capace di gestire il gruppo al meglio, di far sentire tutti importanti: per lui esistono 13-14 giocatori, gli altri non riesce a farli sentire importanti. E, quando lotti su più fronti, questo di certo non ti aiuta. Allo stesso modo, ammetto che sul campo è bravissimo”.

SULLA SUA NUOVA ESPERIENZA AL CHIEVO

“Maran sa che sono a disposizione del gruppo e che, tatticamente, mi sento una mezzala. Bisogna pensare alla salvezza, la mia duttilità è al servizio dei miei compagni: spero di chiudere la carriera qui”.

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