Libero: "Napoli, dopo 'l gran rifiuto minacce di morte per Simone Verdi"

Libero: “Napoli, dopo ‘l gran rifiuto minacce di morte per Simone Verdi”


Per gli appassionati di Divina Commedia, probabilmente, la figura di Celestino V non è mai passata del tutto inosservata. Già, perché pur essendo citato soltanto una volta all’interno dell’opera del Sommo Poeta, porta dietro di sé tante suggestioni e tanti interrogativi che portano il lettore ad interagire con essa. «Colui che fece per viltade ‘l gran rifiuto»: ha comunicato ufficialmente di non voler andare al Napoliviene così descritto il pontefice nel versetto 60 del terzo canto dell’Inferno, in seguito alle sue dimissioni maturate dopo solo sei mesi d’incarico. Gran rifiuto di cui viene accusato anche Simone Verdi: nella giornata di ieri, il giocatore del Bologna in questa finestra di mercato. Non tutti, però, l’hanno presa bene. Di questo parla Giuseppe Cruciani: ecco quanto si legge nel suo articolo nell’edizione odierne di Libero.

MINACCE DI MORTE PER SIMONE VERDI

«Quando si tratta di scelte,uno ha il diritto di fare quello che vuole, anche di tagliarsi gli zebedei se la cosa gli aggrada. E invece basta infilarsi nel profilo Instagram di Verdi e viene fuori un campionario di insulti e invettive spaventose nei confronti del giocatore da far rabbrividire pure persone navigate come il sottoscritto. Gli hanno detto di tutto, prima e dopo il gran rifiuto: merda, figlio di puttana, schifoso, bastardo, devi morire, spero che ti si spezzino le gambe, la tua fidanzata è una mignotta, e non sfuggono al massacro neppure la madre e parenti vari. Ora, conosco già l’obiezione: ma ricordate quando Bonucci la scorsa estate si trasferì dalla Juventus al Milan? I supporter bianconeri gliene dissero di tutti i colori e qualcuno si augurò persino la morte del figlio malato. È ovvio che malati di mente e delinquenti esistono ovunque e ad ogni latitudine, ma quello che sorprende nel caso Verdi è la macchina che si mette in moto, la moltitudine, la massa di violenti del web che se ne fottono di essere riconosciuti e cominciano a manganellare senza sosta il malcapitato. In questo Napoli è un caso unico, e il semplice «no» di un calciatore alla squadra del cuore si trasforma in un reato dilesamaestà. Non vieni? E allora, scrive un tale rivolgendosi al calciatore,sei una «munnezza,un razzista di merda,marcisci a Bologna». Lo stesso (profilo strangedays4371) che poi alza il tiro: «Adesso morirà qualche suo familiare». E ancora: «Un bel tumore al cervello».

L’ARTICOLO COMPLETO NELLE PAGINE DELL’EDIZIONE ODIERNA DI LIBERO.

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