La noia dell'assenza del calcio italiano

La noia dell’assenza del calcio italiano


Questo è un argomento trito e ritrito che colpisce ogni volta che ci sono delle pause: si ferma il campionato e non si sa cosa fare la domenica (e neppure il sabato!). La gioia delle rispettive fidanzate e mogli si tramuta in un “andiamo a fare shopping!” che traspare in tutti e 32 i denti esposti in un sorrisone. Al contrario del tifoso che avrebbe preferito anche uno speciale sui panchinari della Spal nel ’72, pur di evitare il dramma dello shopping: un mostro capace di divorare ore ed ore di prezioso far niente, in cui gli occhi sono martoriati da una valanga di “guarda che carino!” “che cosa ne pansi?” e la più terribile delle bestie celate dietro questa pratica distruttiva: “aspetta qui, torno subito!”… Ore ed ore di attesa davanti ad un camerino che non si accenna mai ad aprirsi, la difficoltà del giungere ad una conclusione apparentemente semplice “lo prendo o non lo prendo?”; il tutto, nel peggiore dei casi, in piedi.

Ora che sto rileggendo, sembra uno di quei classici monologi che fanno i comici in tv. In fondo si tratta di cose che abbiamo già vissuto, sentito, riferito, provato sulla nostra pelle. Ma in fondo, oggettivamente, cerchiamo di essere realistici: esiste di peggio! Pensate a chi deve sacrificare il tempo libero per assistere i malati, pensate a chi non ha tempo libero, perché lo deve sacrificare per qualcosa di più grande: un affitto da pagare, una casa da trovare, un cibo da mettere sotto i denti. Ci sono persone in questi momenti di festa costrette a rinnegare il proprio credo ed il proprio essere per sopravvivere.

Sto passando per bacchettone e moralista, è un rischio che si può correre quando si affrontano argomenti di questo genere. Nonostante ciò, ho due consigli da dare a ognuno di voi (potete scegliere quello che preferite o non ascoltarmi per niente): 1) Uscite. Uscite. Uscite. Da soli o in compagnia (quella giusta). Vivete una giornata in cui essere felici fuori dalle mura di casa, trasmettete felicità a chi vi sta intorno. La felicità, quando è condivisa, porta felicità. 2) Esistono altri campionati, altri sport. Oggi per esempio ha giocato l’altra Juventus, quella femminile. Per non parlare della Premier League e di tutti gli altri campionati. Pensate che comincia pure una Coppa d’Africa che non è minimamente sponsorizzata, ma esiste. 3) Meglio l’opzione 1 della 2.

Ps: mi sono reso conto di non aver minimamente considerato il mondo femminile. Ho dato per scontato che sono gli uomini gli animali addetti alla visione del calcio, ma non è così. Altrimenti non esisterebbe il calcio femminile (che tra l’altro sto seguendo per voi lettori). Per rendere questo articolo “unisex” posso dire che anche le ragazze possono vivere interminabili giornate di shopping noioso, così come possono trovarsi nella situazione in cui poter seguire le opzioni 1 e 2 citate prima. Se invece vi trovate nella situazione in cui entrambi nella coppia siete disperati per l’assenza del campionato beh… siete una bella coppia.

 

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