FOTO – Il perché di Calvarese, il perché no della sciagura razzista

FOTO – Il perché di Calvarese, il perché no della sciagura razzista
L'arbitro Fabio Maresca controlla il monitor della VAR moviola in campo prima di concedere il calcio di rigore. Referee checks VAR Monitor before a penalty Torino 19-08-2017 Juventus Stadium Calcio Serie A Juventus - Cagliari Foto Andrea Staccioli Insidefoto

Il VAR, secondo molti, doveva portare più chiarezza e meno polemiche. Ieri però, in Cagliari-Juventus, le decisioni dell’arbitro Gianpaolo Calvarese hanno smentito questa pacifica eventualità. Anzi, le “grida al complotto” sono tornate più forti che mai, con due episodi che hanno fatto gridare allo scandalo i rossoblu e non solo.

LA SPIEGAZIONE

Se per quanto riguarda il rigore si è quasi tutti d’accordo (c’era e doveva essere segnalato), l’indignazione per il gol vittoria bianconero è tutt’altro che condivisibile. Basterebbe infatti osservare bene le immagini e le indicazioni dell’arbitro per comprendere a pieno la dinamica dell’azione, così dal comprendere il perché del mancato fallo chiamato ai danni di Pavoletti. Calvarese concede infatti un chiaro vantaggio per i rossoblu che, poco dopo, perderanno palla (a vantaggio già acquisito dunque) e daranno il via libera al gol di Bernardeschi. I sardi effettuano almeno tre tocchi, motivo per cui la decisione presa dall’arbitro non può essere ritrattata. A vantaggio assegnato, la polemica non sussiste. Ma, in questo paese, lo fa comunque.

LA FOTO DELLA DECISIONE

L’arbitro Calvarese assegna il vantaggio al Cagliari, dopo i tre tocchi rossoblu la palla passerà ai bianconeri che troveranno il gol con Bernardeschi

LA NON-POLEMICA

Resta invece oscura un’altra, ben più grave, dinamica in Cagliari-Juventus. Durante la partita si ha infatti modo di assistere ad una bordata di “buu” razzisti ai danni di Blaise Matuidi. Un atteggiamento, quello dei tifosi sardi, che non è rimasto indifferente al giocatore né tanto meno alla Juventus, ma che in pochi altri hanno sottolineato nel post partita. I titoli di giornale sono stati talmente impegnati a difendere il campionato italico dallo scandalo da dimenticarsi questa “piccolezza”. Questo fa molto riflettere su quali sono le notizie e, soprattutto, le polemiche da mettere in risalto e quali, invece, convengono. Basti pensare che per L’Equipe la questione dei “buu” razzisti era addirittura una notizia da prima pagina, mentre a noi basta un semplice “È fuga con la Rubentus” per poter dormire sonni tranquilli.

Questione di cultura, di punti di vista… o forse, semplicemente di buon senso.

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