Torna la stabilità, ma Dybala è il giusto prezzo da pagare?

Torna la stabilità, ma Dybala è il giusto prezzo da pagare?


Un po’ di numeri: quattro gol subiti nelle ultime dieci partite giocate, tra campionato, Champions e Coppa Italia. E poi otto partite consecutive senza prendere gol, miracoli e salvataggi sulla linea compresi nel pacchetto. Ecco, non che un paio di dati facciano una squadra. Ma possono aiutare, quantomeno dare un’idea di quello che sta (ri)diventando la banda di Allegri. Che segna, si diverte. E finalmente è tornata a saper soffrire.

C’È ANCORA SPAZIO PER DYBALA?

Eh sì, la domanda resta questa. E da lì non si scappa, e non vi scappa nemmeno Allegri. Paulo Dybala è un corpo estraneo, ma non un alieno. Nel senso che affinando le lame di ambo le parti, un punto in cui potrebbe incastrarsi lo si può pure trovare. Basta volerlo: e pure qui s’iniziano viaggi rimbalzanti nel mondo dei ‘se’, dei ‘ma’, dei ‘può darsi’.

No, una risposta non esiste. Non ce l’ha Allegri, figurarsi uno scriba della Vigilia di Natale. Ma qualcosa va detta, non foss’altro per il rispetto di chi legge: prima che Dybala torni ad essere ingranaggio di questa squadra, la stessa Juve dovrà imparare definitivamente a farne a meno.
Non per questioni di mercato, quanto per una storia d’affetto. L’ennesima.

DYMENTICARSI

Dybala non occorre alla Juve. O almeno non quanto la Juve pare occorra a Dybala. Attenzione: evitiamo il pavimento bagnato per pioggia di critiche, che poi si scivola tutti assieme. Vanno considerati molteplici aspetti. E su tutti, il cambio di modulo. Tre mediani e un fantasista in meno: da qualche parte, in fondo, Allegri doveva riprendersi qualcosina. Perché non Paulo, vi chiedete? Allora vi diamo ancora un paio di spunti: perché non Douglas invece di Mandzukic?

Non basta menzionare le prestazioni mostruose del croato: il calcio è pur semplice, ma nasconde dogmi che non vanno fraintesi. Oppure provocati. Il diciassette dà ampiezza, profondità, centimetri in area di rigore. E fase difensiva. Ecco perché Cuadrado dal lato opposto, poi. Ecco perché fuori Dybala.

Sia chiaro: è l’ennesima fase di transizione in un’annata strana, particolare, chissà quanto bella però. E sia chiaro, come lo è stato pure Allegri: la forma fisica c’entra. Quando toccherà a Paulo, nessuno tarderà a prendersi le proprie responsabilità o meriti. In ogni caso, dove lo metti Dybala? Attacco a tre, prima punta. Vice Higuain: più o meno. Di sicuro, volendo, ci si può incastrare.

crico