Spagna fuori da Russia 2018? Rischia la sospensione dalla FIFA

Spagna fuori da Russia 2018? Rischia la sospensione dalla FIFA


“La FIFA ha lanciato una dura minaccia alla Spagna, avvertita del rischio di restare fuori dal Mondiale in Russia che si giocherà la prossima estate“. Così si legge sul ‘Mundo Deportivo’: una notizia che fa rumore, ripresa anche da altri quotidiani spagnoli, come ‘El País‘.

Come si legge proprio sulla versione online di quest’ultimo, la federazione spagnola (RFEF) rischia la sospensione come membro della FIFA.

Il motivo sta nella presunta intromissione del Governo spagnolo negli affari interni della federazione.

La conseguenza di una esclusione dal massimo organismo internazionale, ovviamente, sarebbe anche la perdita della possibilità di andare ai Mondiali.

Marca: “Denuncia presentata da Villar”

Secondo quanto riporta Marca, che cita sue fonti, la denuncia dei fatti alla FIFA è stata presentata da Ángel María Villar, presidente della federazione arrestato quest’estate.

La FIFA ha, quindi, attivato il normale protocollo previsto in queste situazioni. Nell’avviso, appunto, si ricorda che se l’ingerenze governative fossero dimostrate, la Spagna potrebbe essere esclusa dalle competizioni.

La FIFA, che non consente a nessun governo di intervenire nelle questioni interne delle federazioni confederate, considera che il Consejo Superior de Deportes (CSD) si sia intromesso nelle elezioni della RFEF.

La proposta di ripetizione delle elezioni, presentata dal CSD al Tribunal Administrativo del Deporte (TAD), ha attivato il protocollo.

Il TAD ha emesso una risoluzione favorevole alla ripetizione: ora il Consiglio di Stato spagnolo dovrà decidere se indire o meno nuove elezioni.

“Nessuno caccerà la Spagna dal Mondiale”

Nel 2015, il Kuwait fu sospeso perché la federazione non poteva operare autonomamente. La sospensione è stata annullata il 6 dicembre 2017, dopo delle modifiche alle leggi sullo sport del paese.

Juan Luis Larrea, presidente dopo la sospensione di Villar, ha dichiarato che ha una riunione prevista per inizio 2018 con Gianni Infantino, presidente della FIFA, Iñigo Méndez de Vigo, ministro dell’Educazione e José Ramón Lete, segretario di Stato per lo Sport.

“Nessuno caccerà la Spagna dal Mondiale”, ha detto. “La FIFA vuole sapere che succede. È prevista una riunione a titolo informativo”.

Ma come si è arrivati fin qui?

Il 18 luglio 2017 il presidente della RFEF, Ángel María Villar, era stato arrestato nell’ambito di una operazione anti-corruzione.

Insieme a lui, erano stati arrestati il figlio, Gorka, e il vicepresidente economico della federazione, Juan Padrón – oltre ad altre 10 persone.

Vari i reati contestati a Villar, presidente della federazione spagnola dal 1988, e agli altri: appropriazione indebita, truffa, falso e corruzione.

L’operazione ha preso il nome di “Operación Soule“. La parola “soule”, di origine francese, indica uno sport che sta alle origini del calcio e del rugby. Si giocava soprattutto nel dodicesimo secolo, ma esistono zone dove è ancora praticato.

Le indagini sono scattate nel 2016, dopo una denuncia presentata dal Consejo Superior de Deportes (CSD). Fonti investigative, come riporta ‘SuperDeporte‘, hanno sottolineato che alcuni fatti sono sotto inchiesta dal 2009.


Operación Soule: il servizio della tv spagnola

 


Il CSD aveva fatto notare che un debito di 24 milioni di euro, contratto dalla società Santa Mónica Sports nell’ambito dell’acquisto dei diritti audio-visivi delle partite della Spagna, non era stato riscosso.

Nel 2013, tuttavia, quando la RFEF decise di rompere l’accordo con la Santa Mónica Sports, quest’ultima società è stata indennizzata con oltre 20 milioni di euro.

La denuncia del Consejo Superior de Deportes era arrivata dopo il rifiuto della federazione spagnola di dare spiegazioni.

La Guardia Civil e la Fiscalía Anticorrupción avevano, allora, dato via all’inchiesta, che, appunto, ha portato agli arresti di luglio.

Le accuse del caso

L’accusa è che Villar avesse creato una diffusa rete di corruzione. A questo punto, è necessario ricordare che la Spagna è divisa in comunità autonome: ciascuna di queste ha una sua federazione.

Alcuni presidenti di queste federazioni, che non sono stati arrestati in estate, avevano reso delle dichiarazioni alla Guardia Civil.

Le accuse sono, principalmente, due:

  • che Villar, in cambio dell’appoggio alle elezioni, permettesse ai presidenti delle federazioni locali di fare contratti con società di loro proprietà o, comunque, a loro vicine
  • che lo stesso Villar, insieme al figlio Gorka, responsabile della società di consulenza sportiva Sports Advisers SL, gestisse direttamente l’organizzazione delle amichevoli della Spagna
    • Il sistema, secondo quanto ricostruito dai media spagnoli, consisteva nel contattare altre federazioni, organizzare le partite e, poi, diminuire il caché che sarebbe spettato alla Roja a patto che fosse pagato alla società di Gorka

Una delle partite su cui gli investigatori non hanno dubbi, per esempio, è un’amichevole contro la Corea del Sud, prima di Euro 2012.


Parla Villar: intervista del 9 dicembre