La nuova regina di Torino si chiama Martina Rosucci

La nuova regina di Torino si chiama Martina Rosucci


Partiamo da un presupposto che reputo ampiamente condivisibile: giocare a calcio la sera, a Vinovo, a dicembre… è da pazzi. Decidere di piazzare la partita a quell’ora è forse peggio. Ma si sa, il potere televisivo non conosce limiti. D’altronde, quando si tratta di sponsorizzare sport non molto seguiti (come lo è sempre stato il calcio femminile in Italia), bisogna sempre studiarsi qualcosa per non andare a contrastare eventi che, di certo, li surclasserebbero di gran lunga. Da casa sono tutti molto felici di sapere che è possibile vedere le ragazze di mister Guarino in diretta. Molto meno chi decide di recarsi al campo Ale & Ricky, dove la neve caduta la scorsa settimana resiste ancora nel suo gelo infernale (ma solo in alcuni punti, non immaginate Vinovo come il Polo Nord).

È giusto raccontare il freddo di quella sera per capire che, se la partita viene trasmessa in tv, è lecito aspettarsi poco pubblico. Di solito funziona così: evitare raffreddori e malanni, non usare la macchina, restare al caldo… per il tifoso medio (molto pantofolaio) ci sono solo difetti nel vedere la partita dal vivo. Venerdì sera invece, già un centinaio di persone erano presenti all’apertura del cancello (un’ora e un quarto prima del fischio di inizio) per poi essere un migliaio e forse più all’ingresso delle squadre in campo. Nè il freddo, nè la tv possono fermare la passione.

In questa cornice Martina scende in campo: è la prima serale quest’anno. Ed è in casa contro le campionesse in carica. Per adesso il suo cammino non conosce sconfitta (e neppure pareggio!) ma oggi può essere la volta buona che l’incantesimo si spezzi. Per di più davanti a tutto quell’entusiasmo, a due passi da casa tua. Il rischio è enorme. La partita è tosta, equilibrata. Il freddo fa sbagliare parecchi passaggi. Serve una partenza da diesel per scaldarsi. E poi rompere gli indugi, spaccare il mondo con un tiro inventato dal nulla e far esplodere la gioia di tutti. “Che ci frega di Bonucci noi c’abbiamo la Rosucci” riecheggia a due metri dalla tua Torino, mentre tu indossi quella maglia impossibile da sperare solo pochi mesi fa. Perché se nasci femmina e ti piace il calcio, il destino ti riserva solo piccole realtà. Una decina di anni fa il campionato femminile parlava di scontri tra Aglianese, Fiammamonza, Bardolino, Torres: squadre che al grande pubblico non evocano nessun ricordo. C’era da scordarsi San Siro, l’Olimpico, il Delle Alpi (esisteva ancora). Ancora oggi certi palcoscenici sono vietati alle donne. Ma la Juventus Women sta aprendo nuovi orizzonti: scommettiamo che l’Allianz Stadium ospiterà almeno una partita prima della fine del campionato? Nel frattempo godiamoci la folla appostata alla ringhiera, la tribuna da 400 posti di Vinovo esaurita, il freddo e l’urlo di Martina a scaldare la serata. Due gol per chiudere la partita, due gol da raccontare in futuro, due gol da conservare nel cuore, non solo il tuo ma anche di chi ha sfidato il gelo per sperare di tornare a casa col sorriso. A fine partita eri felice, sicura e determinata: una regina per una notte. Una definizione esagerata? Ma chissenefrega!

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