Bisogna ritrovare la fame. Perché la fame è tutto

Bisogna ritrovare la fame. Perché la fame è tutto


La partita di ieri ci ha restituito una Juventus sotto accusa. Il brutto 3-2 contro la Sampdoria ha confermato ancora una volta che la tenuta difensiva bianconera non è più quella di un tempo. Ma non sono solo i gol subiti che preoccupano. C’è anche una fase offensiva che, a volte, non dimostra il potenziale reale della squadra.

AFFAMATI

Per carità, c’è da dire che la partita di ieri la Juventus l’avrebbe vinta nove volte su dieci. Come detto da Allegri, probabilmente ieri è stato il miglior primo tempo bianconero dell’intera stagione. Per una volta non si è potuto additare ai giocatori il fatto che la Juve giochi male. Ma il risultato non è arrivato, e quindi oggi ci si interroga su quello che non ha funzionato. E a darci la risposta ci ha pensato uno dei leader dello spogliatoio, Giorgio Chiellini: “Cosa è mancato oggi? La fame”. Ecco la parola chiave: fame. Fame non in senso letterale, ma intesa come quella voglia di dimostrare sempre di essere i migliori, nonostante i continui record sbriciolati da questo gruppo. Ieri è mancata la fame davanti alla porta, la fame nel difendere, la fame per cercare di cambiare la situazione di svantaggio. E’ questo che sembra mancare alla Juventus di questo periodo. E come si guarisce da questa mancanza di appetito? Semplicemente con la coesione di gruppo e con l’orgoglio. Perché non dobbiamo dimenticare che questa squadra è leggendaria per i risultati ottenuti. Sta a tutti, dunque, senatori e nuovi arrivati, ritrovare la fame juventina: perché, e questo i giocatori non lo devono mai dimenticare, vincere non è importante, è l’unica cosa che conta.

Simone Calabrese