Chiellini: "Il fuoriclasse è chi fa giocare bene chi gli sta intorno. Ne ho conosciuti due..."

Chiellini: “Il fuoriclasse è chi fa giocare bene chi gli sta intorno. Ne ho conosciuti due…”


Presente durante l’evento “Randstad Next”, incontro organizzato da Randstad, official partner della Juventus, Giorgio Chiellini ne ha approfittato per parlare in conferenza stampa. Tanti i giornalisti presenti, ai quali il difensore ha raccontato molti dettagli della sua vita. In particolare, Chiellini si è soffermato sul binomio calcio-studio, che ha da sempre accompagnato la sua vita. Con eccellenti risultati, in entrambi i casi: “Provengo da una famiglia nella quale lo studio ha sempre avuto un ruolo importante. Fin da ragazzo ho accompagnato, per quanto possibile, lo studio al calcio. Poi, una volta adulto, è nata in me la volontà di andare avanti e approfondire la mia preparazione, e di laurearmi”.

POST-RITIRO

“Potrei anche lasciare il mondo del calcio. Credo che lo studio universitario mi fornirà le basi necessarie per una prossima professione, una volta terminata la mia carriera. So bene che saranno necessari l’umiltà e la tenacia che ho sviluppato negli anni da giocatore, perché dovrò ricominciare da zero, magari in una professione che mi permetta di restare di più con la mia famiglia rispetto a ora”.

SPOGLIATOIO BIANCONERO

“Il campione è la persona che gioca bene per sé stesso, il fuoriclasse fa giocare bene chi gli sta intorno. Atleti e compagni come Buffon e Pirlo, oltre ad avere qualità tecniche indescrivibili, fanno anche crescere in campo i compagni. Nello spogliatoio di oggi ci sono 6 sudamericani, 3 tedeschi e 2 croati, ad esempio, ed è difficile convivere con culture differenti. Per alcuni è sempre ‘toda joya’, noi invece siamo un po’ più musoni”.

IL CAMMINO DI ‘CHIELLO’: ALLENAMENTO E COSTANZA

“Nei primi tempi mi ha aiutato soprattutto il mio fisico. Però ero sempre considerato sgraziato tecnicamente. Poi, con il passare degli anni, sono molto migliorato anche grazie agli allenatori che hanno creduto in me. Tanti grandi talenti non sono riusciti ad arrivare ad alti livelli proprio per la costanza. Alla mia età posso ancora migliorare, oggi la testa compensa quello che ho perso a livello fisico”.