Una possibile nuova colonna azzurra

Una possibile nuova colonna azzurra


C’è un “non protagonista” della doppia sfida con la Svezia che ci ha condannato alla clamorosa eliminazione dal Mondiale di Russia che deve aver patito particolarmente l’esito di questo play off. Un giocatore che delle competizioni internazionali per Nazioni ha purtroppo come ultimo e sbiaditissimo ricordo una partita di oltre tre anni fa che ci vide ancora una volta uscire sconfitti e in cui fu addirittura espulso. La partita che tutti ricordano come quella del morso di Suarez a Chiellini, quella che ci vide uscire mestamente dal Mondiale in Brasile del 2014, quella maledetta sfida all’Uruguay che costò agli Azzurri l’eliminazione e che fu la causa delle dimissioni istantanee di Prandelli da Commissario Tecnico. Stiamo parlando ovviamente di Claudio Marchisio

IL RUOLO DEL PRINCIPINO

Ne siamo certi: il primo a dispiacersi della mancata disponibilità di Marchisio in questo periodo di qualificazioni a Russia 2018 ed anche dei recenti play off sarà stato sicuramente Ventura. Il numero 8 bianconero da sempre dà al centrocampo ordine, equilibrio e geometrie come pochi altri in Europa, figuriamoci in Italia. La sua mancanza si è sentita e non poco sia in bianconero ma forse ancora di più proprio in Azzurro. All’epoca di Pirlo, fu l’unico ad essere utile nel ruolo di suo vice come regista basso dopo che furono provati praticamente tutti, in primis quel Pogba che del Maestro doveva essere l’erede designato. Altri tempi e altri ritmi, ma la qualità era ed è tutta dalla sua. Anche in nazionale l’assenza si è sentita parecchio: nessuno in Italia ha la corsa, la tecnica e i piedi di Marchisio, la visione di gioco e la facilità della giocata veloce. E anche Claudio stesso deve aver sofferto parecchio. Lo abbiamo visto questa estate rientrare prepotentemente nel centrocampo bianconero, al punto che si parlava di vero nuovo acquisto dopo un anno e mezzo di sofferenze per quel maledetto ginocchio saltato, per poi rivederlo fermarsi proprio sul più bello all’alba del campionato. Appena rientrato nei ranghi di mister Allegri non aveva senso portarlo a rischiare forse una carriera intera in una doppia sfida che almeno sulla carta sembrava dovesse avere esito scontato ed ovviamente completamente diverso.

L’ASSENZA DAL GRANDE PALCO INTERNAZIONALE

La partita contro l’Uruguay del mondiale brasiliano è stata l’ultima ad altissimi livelli con la nazionale, come dicevamo peraltro conclusa in anticipo per un’espulsione da molti giudicata eccessiva. L’infortunio patito nella primavera del 2016 lo ha costretto infatti a saltare completamente l’Europeo del 2016 sotto la guida del suo vecchio allenatore Conte, dopo aver partecipato attivamente alla qualificazione alla manifestazione nel biennio precedente. Da lì il buio totale o quasi. La forma che non torna, il rientro sempre rinviato, il reintegro finalmente in squadra con le amichevoli estive dove sembra tornato lui. Dal novembre 2015 un’unica presenza in nazionale, in un’amichevole che il destino ha voluto fosse ancora contro l’Uruguay. Poi la ricaduta dell’infortunio e il tifo per i compagni nelle partite dell’autunno, contro la Spagna, contro Israele, contro la Svezia ovviamente. In cui non ha mai smesso di far sentire il suo appoggio con i post sui vari social networks, sia prima che dopo le partite.

Tornerà, sta tornando, nella Juve è già quasi protagonista. Per la nazionale ci sarà tempo, e chissà che dopo gli addii di Buffon, Barzagli e De Rossi e quello possibile di Chiellini non possa essere proprio lui una delle nuove colonne su cui fondare la risurrezione della nostra nazionale disastrata, ma che troppo spesso nelle ultime uscite è sembrata non avere quel cuore che a Marchisio non è mai mancato

Dario Ghiringhelli (@Dario_Ghiro)

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