Non doveva finire così: grazie di tutto Andrea Barzagli

Non doveva finire così: grazie di tutto Andrea Barzagli


È finita nel peggiore dei modi: come non doveva, come tutti temevano. La nostra Nazionale di calcio non parteciperà ai Mondiali che si disputeranno il prossimo giugno in Russia: il fallimento, ovviamente, è totale. Nelle lacrime dei senatori azzurri c’è la delusione, l’angoscia di un intero popolo. La sensazione di un’occasione sfumata, il rammarico per un sogno infranto in partenza.

Nella triste serata di Milano, purtroppo, ci sono anche addii dolorosi: di chi la storia l’ha già scritta, ma voleva comunque continuare a farlo. Sognatori contraddistinti da una voglia insaziabile di stupire ancora, di vincere nuove sfide, di superare ogni limite. Lasciano per sempre l’azzurro vere e proprie leggende del calcio italiano. Chi la Coppa più ambita l’ha alzata una sera d’estate, nel 2006, sotto il cielo di Berlino. Buffon è stato chiaro: “Il tempo è tiranno”, De Rossi e Barzagli lo hanno seguito a ruota. Forse anche Chiellini. Si è chiuso per sempre un capitolo unico e meraviglioso della Nazionale italiana. E in fondo anche delle nostre vite.

GRAZIE DI TUTTO ANDREA!

“Calcisticamente è la delusione più grande di sempre”. Andrea Barzagli chiude così la sua esperienza con l’Italia. Per lui sarebbe stato, a 36 anni, il terzo mondiale in carriera. Una competizione da vivere, ancora, da protagonista. Invece, la disfatta contro la Svezia ha rappresentato l’ultima occasione per indossare la maglia azzurra. Un finale tanto amaro, quanto ingiusto. Una storia che avrebbe meritato sicuramente un epilogo diverso.

Mai più, quindi, BBBC in Nazionale: questa è la cruda e triste realtà. Mai più Barzagli in azzurro. Dopo ben 73 presenze: costellate da gioie infinite ed enormi delusioni. Dalla spedizione in Germania nel 2006, alla finale dell’Europeo contro la Spagna nel 2012, fino all’eliminazione ai gironi nel Mondiale in Brasile nel 2014. Una storia incredibile ed emozionante. Che parte da ancor più lontano. Dall’Under 21, con la vittoria degli Europei nel 2004, e il bronzo alle Olimpiadi di Atene nello stesso anno. Una storia che, a raccontarla oggi, a fronte di questa cocente e prematura eliminazione, sembra lontana anni luce. Palcoscenici che l’Italia del calcio non calcherà per almeno due, infiniti, anni.

Andrea Barzagli ci mancherà tantissimo. Perché campioni come lui, della sua caratura non hanno mai fatto mancare un elemento essenziale per il mondo del calcio, che viene ben prima del talento, ossia, un cuore e una grinta infinita. Grazie di tutto Barza!

Luca Piedepalumbo