Se la Juve non fa più la Juve

Se la Juve non fa più la Juve


Una partita vinta così è sempre un risultato straordinario. La Juventus, contro l’Udinese, ha vinto di cuore, con la forza degli uomini, prima della classe di campioni. Al netto degli errori del Var, incredibili e inspiegabili: non interviene praticamente mai.

Miglior attacco, sì, ma…

Ma è davvero impossibile chiudere gli occhi davanti ai problemi della difesa. L’ha fatto pure Allegri, nonostante chi dice che il vecchio adagio – “vince la miglior difesa” – potrebbe andare in soffitta.

Rinnegare il solito e solido sarebbe contro la natura bianconera. Dalla difesa sono nati i risultati, straordinari, degli ultimi 6 anni. È la difesa che ha (ri)portato la Juve nell’élite d’Europa.

Le 27 reti segnate, una in più del collaudatissimo Napoli, sono la dimostrazione del mostruoso potenziale offensivo di questa rosa.

Che, se qualcuno lo avesse dimenticato, ha aggiunto due belle frecce – Douglas e Bernardeschi – a un arco vasto e composito. (La vera Juve, tra l’altro, passa molto dal loro completo inserimento).

Un potenziale che, comunque, ha portato 1 punto in più dell’anno scorso: ma i 21 dell’anno scorso valevano il primo posto.

Difesa anomala

Tuttavia, i 9 gol subiti, che comunque s’inseriscono in un trend generale di questo campionato, più “aperto”, sono una una (grossa) anomalia.

Un anno fa, a quest’altezza, erano 6: ma, soprattutto, i tiri subiti erano 47. Quest’anno, invece, sono 62: una differenza sostanziale, che scava a fondo nell’insicurezza sudata dalla retroguardia juventina.

Il vero problema, quello, volendo, più grosso, è che, per ora, la Juventus dà sempre la sensazione di poter subire. L’idea di onnipotenza che viveva nel quartetto, o terzetto, arretrato fino a un anno fa sembra dissolta.

Manca quella sincronia di movimenti e quell’estrema attenzione che ha sempre caratterizzato la difesa di Conte, prima, e Allegri, poi.

Al Friuli, per esempio, la squadra si è fatta spesso lasciare attrarre dal possesso palla dell’Udinese, lasciando praterie a destra. Solo un Jankto poco preciso ha evitato brutte sorprese.

E, allo stesso tempo, una ingenuità di Daniele Rugani ha regalato il vantaggio ai padroni di casa.


Juventus 16/17 vs 17/18

I dati della difesa*

A sinistra i dati del 2016/17, a destra quelli del 2017/18

Gol subiti: 69

Tiri subiti: 47 (24 nello specchio, 23 fuori)62 (26 nello specchio, 36 fuori)

Parate: 2116

Risultati: 7 V, 0 P, 2 S – 7 V, 1 P, 1 S

* dati dopo le prime 9


E se il Napoli fa la Juve?

Il Napoli di un anno fa, alla nona, aveva concesso 10 gol. Uno in più della Juventus, ma concedendo meno tiri (56). Quest’anno, invece, gli uomini di Sarri stanno facendo valere, appunto, meccanismi ben oleati.

Lo dimostrano gli appena 5 gol subiti e una squadra che è praticamente impossibile trovare schierata male dietro. Sicuramente merito degli anni insieme, così come di una condizione fisica migliore di molti avversari.

I partenopei, attualmente, stanno viaggiando, difensivamente, alla velocità della Juve dell’ultima stagione. Hanno subito un gol in meno – 5, come detto, contro i 6 bianconeri dell’anno scorso – pur concedendo un tiro in più (48 contro 47).

E, cosa importante, il Napoli ha affrontato già 3 delle prime 5, chiudendo a rete inviolata contro Roma e Inter – 1 subito, invece, contro Lazio.


Napoli 16/17 vs 17/18

I dati della difesa*

A sinistra i dati del 2016/17, a destra quelli del 2017/18

Gol subiti: 10 – 5

Tiri subiti: 56 (34 nello specchio, 22 fuori)48 (16 nello specchio, 32 fuori)

Parate: 2421

Risultati: 5 V, 2 P, 2 S – 8 V, 1 P, 0 S

* dati dopo le prime 9


Strada per la vittoria

Fallito l’esame biancoceleste, tuttavia, la Juve avrà un importante “esame di solidità” contro le altre 2.

La crescita dei bianconeri, inevitabilmente, passa da una crescita difensiva. Anche perché, in attacco, c’è poco da crescere.

Come si sente ripetere spesso, però, la difesa non è solo 4 difensori più il portiere. Serve il contributo di ciascuno: quello che con l’Udinese e lo Sporting, per esempio, ha dato alla grande Gonzalo Higuain.

E serve pure crescere dal punto di vista atletico: troppo spesso, ultimamente, la Juve sembra “ferma”. Il calcio è, prima di tutto, un gioco di movimento: senza, quindi, vengono a cadere un po’ tutti i discorsi.

Se, come ha scritto Barzagli su Instagram, questa vittoria serviva “per riprendere il cammino”, ora i bianconeri dovranno dimostrare di saper tornare sulla strada della solidità. È lì il tracciato che porta al primato del Napoli.