Rugani ora è il quarto incomodo: che fine hanno fatto le gerarchie?

Rugani ora è il quarto incomodo: che fine hanno fatto le gerarchie?


Diventa piano piano un caso nazionale, degno dei migliori talk show in prime time. Tra chi difende a spada tratta Mister Allegri e chi lo critica, si interpone una domanda a cui tutti cercano una risposta: che fine ha fatto Daniele Rugani?

Nel match di ieri sera era dato inizialmente per favorito davanti a Benatia, peraltro non in formissima. Allegri gli preferisce il marocchino e la scelta non è stata oculatissima. Dal ballottaggio alla tribuna, perchè Rugani si scoprirà non far parte nemmeno dei 7 giocatori richiesti dall’Uefa per la panchina. Ed è così che quando a inizio secondo tempo Benatia chiede il cambio, Allegri deve inevitabilmente far entrare Barzagli. Una scelta che potrebbe mortificare anche i cuori dei tifosi più duri, desiderosi di comprendere quale futuro ha in serbo Allegri per il giovane difensore toscano.

Rugani, non è più questione di gerarchie

29 giorni esatti sono passati dall’ultima apparizione del difensore ex Empoli in bianconero, in un Juventus-Fiorentina sbloccata alla fine da Mandzukic. Sembrava essere il suo anno. Un anno di crescita e maturazione. L’anno durante il quale prendere lezioni (se ce ne fosse mai bisogno) dai grandi senatori come Barzagli e Chiellini. Le aspettative erano altre e le gerarchie da quinto centrale effettivo quando ancora Bonucci era bianconero sembravano ormai passate. A ottobre inoltrato, ci viene da chiedere a mister Allegri: che fine hanno fatto le gerarchie?

Da quinto centrale, il povero Rugani sembra essere passato a quinto incomodo. Quasi un peso, si direbbe. Se c’è un momento in cui più che mai avrebbe bisogno di giocare, è proprio questo. Il ragazzo ha ormai 23 anni e deve ancora esplodere definitivamente. Ha un potenziale enorme e i risultati potrebbero essere presto dalla sua parte. Ha bisogno però di essere accompagnato, quanto meno, da una possibilità. La maturazione non si raggiunge stando seduti in panchina (o peggio in tribuna) applaudendo da solo i propri compagni.

L’esplosione avviene nel momento in cui tutti credono in te e non si fanno problemi ad affidarti le chiavi di una difesa che qualche acciacco lo sta subendo. Ed è giusto che queste argomentazioni escano fuori nel day after di una partita vinta con la fatica. E Rugani è già un professionista, quando attende parsimonioso il suo turno senza nemmeno reclamarlo. Sono i tifosi a chiamarlo. Sono loro che si stanno adoperando per vederlo titolare. Sono loro ad implorare Allegri a dargli ancora una possibilità, quasi a dover essere perdonato per qualcosa che non ha fatto. Perchè sarebbe un peccato bruciare un giocatore del genere o peggio ancora spingerlo verso altre squadre per mancanza di gioco. E Allegri questo lo sa?

Christian Travaini